6.3 Prevenire l’abbandono scolastico precoce
In questa pagina
- Strategia Nazionale
- Istruzione formale: principali misure per prevenire l’abbandono scolastico precoce
- Contrasto all’abbandono scolastico attraverso l’educazione non formale, informale e l’animazione socioeducativa di qualità
- Coordinamento intersettoriale e monitoraggio degli interventi per prevenire l’abbandono scolastico precoce
Nel 2014, Eurydice e Cedefop hanno pubblicato un rapporto congiunto intitolato "Lotta all’abbandono precoce dei percorsi di istruzione e formazione in Europa: strategie, politiche e misure", che ha analizzato l’abbandono scolastico precoce come una delle principali sfide a livello europeo. Il rapporto ha illustrato gli sforzi degli Stati membri e della Commissione europea per monitorare l’evoluzione del fenomeno e attuare strategie volte a prevenirlo e a promuovere l’apprendimento degli studenti.
Dal rapporto emerge che:
- In Italia, le politiche per contrastare l’abbandono precoce non sono ancora integrate in una strategia complessiva; tuttavia, sono stati compiuti alcuni sforzi per rafforzare la cooperazione interministeriale ( 72);
- L’Italia presenta una tradizione di cooperazione tra diversi ministeri, tra cui quelli competenti per lavoro, giovani, famiglia, giustizia e salute, nell’ambito delle azioni per contrastare l’abbandono scolastico;
- L’orientamento scolastico e professionale è considerato uno strumento chiave per le misure di prevenzione, intervento e compensazione dell’abbandono precoce;
- L’ISTAT raccoglie dati nazionali sugli studenti a rischio di abbandono: i dati riguardano l’istruzione generale e quella professionale/tecnica, e sono disponibili a livello nazionale, regionale, locale e istituzionale.
Secondo i dati ISTAT, nel 2023 il 10,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha conseguito al massimo un diploma di scuola secondaria di primo grado e ha abbandonato precocemente il sistema di istruzione e formazione. Questo dato è in costante diminuzione negli ultimi anni e si sta avvicinando all’obiettivo dell’Unione Europea per il 2030, fissato al 9%. Tra il 2022 e il 2023, la riduzione è stata particolarmente evidente nelle regioni del Nord-Ovest e del Centro, in particolar modo tra le ragazze. Permane quindi un divario di genere: l’abbandono scolastico precoce è più diffuso tra i ragazzi (13,1%) rispetto alle ragazze (7,6%), con tassi di abbandono particolarmente elevati in Sardegna (23,4%), Campania (19,3%) e Sicilia (18,6%).
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha un ruolo di primo piano nel coordinamento di questi interventi, in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che si occupa in particolare dell’integrazione tra formazione e opportunità occupazionali.
Le autorità regionali sono responsabili dell’attuazione di misure specifiche, calibrate sulle esigenze dei territori, volte a contrastare le disparità nella partecipazione scolastica e nell’abbandono precoce. Tali strategie sono oggetto di monitoraggio e valutazione continui, per verificarne l’impatto e apportare eventuali modifiche.
Istruzione formale: principali misure per prevenire l’abbandono scolastico precoce
Contrastare l’abbandono scolastico precoce è diventato una priorità nazionale in risposta alle criticità evidenziate nel rapporto Eurydice/Cedefop del 2014, che sottolinea la necessità di un’azione più coordinata ed efficace. Di conseguenza, sono state sviluppate diverse iniziative e programmi educativi a livello nazionale e regionale. Tra le principali misure si segnalano:
- Il Decreto Caivano (Legge 159/2023) introduce misure significative per contrastare l’assenteismo scolastico, in particolare nelle Regioni del Sud. Rafforza il ruolo delle autorità locali e del personale scolastico nel monitoraggio della frequenza e istituisce l’Anagrafe Nazionale dell’Istruzione (ANIST) per tracciare il rispetto dell’istruzione obbligatoria. La legge prevede interventi tempestivi in caso di assenze ingiustificate reiterate, che possono portare a sanzioni amministrative o procedimenti penali.
- L’Iniziativa Agenda Sud (Decreto 176/2023 del Ministro dell’istruzione e del merito) mira a ridurre i divari di apprendimento tra Nord e Sud Italia, garantendo pari opportunità educative a tutti gli studenti sul territorio nazionale. L’obiettivo principale è prevenire l’abbandono scolastico precoce, a partire dalla scuola primaria, attraverso interventi mirati nelle scuole situate nelle regioni meridionali.
- Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito dell’Investimento 1.4, prevede misure straordinarie per le scuole secondarie di primo e secondo grado, a sostegno degli studenti a rischio e per promuovere l’inclusione scolastica. Gli interventi si concentrano su attività di mentoring e orientamento, rafforzamento delle competenze di base, coinvolgimento delle famiglie e laboratori extracurricolari.
- Alcune Regioni italiane hanno sviluppato progetti mirati per contrastare l’abbandono scolastico precoce, adattati ai contesti e alle esigenze locali. Ad esempio, il progetto Y.E.S. (Youth Educational Services) in Trentino-Alto Adige offre un supporto personalizzato agli studenti a rischio.
Contrasto all’abbandono scolastico attraverso l’educazione non formale, informale e l’animazione socioeducativa di qualità
Negli ultimi anni, diverse iniziative hanno adottato approcci non formali e informali per prevenire l’abbandono scolastico precoce. Tra queste, il programma Fuoriclasse in Movimento, sviluppato sulla base di oltre dieci anni di esperienza di Save the Children nella prevenzione della dispersione scolastica, con un’attenzione particolare al benessere degli studenti, al recupero dell’apprendimento e al rafforzamento delle competenze e conoscenze degli adulti di riferimento coinvolti nell’istruzione degli studenti. Fuoriclasse combina attività formali e non formali attraverso laboratori motivazionali e di supporto allo studio, consigli consultivi e campi scuola, promuovendo inclusione e motivazione allo studio.
L’orientamento scolastico e professionale è considerato uno strumento chiave nelle misure di prevenzione, intervento e compensazione dell’abbandono. È offerto sia all’interno delle scuole che attraverso servizi esterni, come: centri per l’impiego provinciali, centri regionali di informazione e orientamento, sportelli di orientamento delle università e delle scuole secondarie di secondo grado, nonché l’associazione InformaGiovani.
Coordinamento intersettoriale e monitoraggio degli interventi per prevenire l’abbandono scolastico precoce
Contrastare l’abbandono scolastico precoce in Italia richiede una governance efficace e una collaborazione tra i livelli istituzionali nazionali e regionali. Il rapporto "Strategie nazionali e regionali di contrasto alla dispersione formativa", a cura dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP), evidenzia come l’indirizzo strategico delle istituzioni sia fondamentale per promuovere un coordinamento efficace. Il documento analizza interventi specifici e sottolinea la necessità di un approccio integrato che coinvolga scuole, enti locali e attori territoriali.
La Garanzia Giovani, che prosegue grazie ai finanziamenti del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027, assicura che i giovani sotto i 25 anni che non sono inseriti in percorsi di istruzione o lavoro ricevano un’offerta di istruzione o formazione entro quattro mesi dall’uscita dal sistema scolastico o dalla perdita del lavoro. Si tratta di un esempio di cooperazione intersettoriale in Italia, che coinvolge il Ministero del Lavoro, il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dell’Università e della Ricerca e le autorità regionali. L’iniziativa mette in rete i servizi per l’impiego, le scuole, le università, gli enti di formazione e gli attori del settore privato per offrire un supporto integrato ai giovani.
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