5.7 “Imparare a partecipare” attraverso l'apprendimento formale, non formale e informale

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Quadro politico

Attualmente, in Italia non esiste una strategia nazionale specifica sullo sviluppo delle competenze sociali e civiche.

Apprendimento formale

In Italia, le competenze sociali e civiche rientrano nell’educazione civica. Nel settembre 2024, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha approvato le nuove Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica. L’educazione civica, introdotta dalla Legge 92/2019 come insegnamento obbligatorio, si applica a tutti i livelli di istruzione, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. Si tratta di una disciplina autonoma che deve essere insegnata per almeno 33 ore annue.

I curricoli di educazione civica si basano su tre principali aree tematiche: 1) Costituzione, diritto nazionale e internazionale, legalità e solidarietà; 2) Sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio culturale e del territorio; 3) Cittadinanza digitale.

Apprendimento non formale e informale

L’Italia sostiene la partecipazione degli studenti attraverso quadri normativi formali, come il Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, emanato nel 1998. L’articolo 2 dello Statuto afferma che “lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola”. Esso stabilisce inoltre che le scuole devono garantire e regolamentare l’esercizio del diritto degli studenti di riunirsi e organizzare assemblee a livello di classe, di corso e di istituto, promuovendo il coinvolgimento democratico e la responsabilità civica all’interno dell’ambiente educativo.

La partecipazione degli studenti alla vita scolastica è ulteriormente rafforzata dal Decreto Legislativo 297/1994. L’articolo 13 stabilisce che le assemblee studentesche nella scuola secondaria di secondo grado costituiscono un momento essenziale di partecipazione democratica, finalizzato ad approfondire la conoscenza delle problematiche scolastiche e sociali, contribuendo allo sviluppo culturale e civico degli studenti.

L’introduzione dell’educazione civica come insegnamento obbligatorio con la Legge 92/2019 e dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO), adottati con il Decreto 774 del 4 settembre 2019, rappresentano misure chiave volte a promuovere il coinvolgimento degli studenti in iniziative comunitarie e sociali. Le Linee guida per l’educazione civica, elaborate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, sono finalizzate a rafforzare la comprensione della cittadinanza, dei valori costituzionali, della sostenibilità, della responsabilità digitale e dell’impegno civico a tutti i livelli di istruzione. Inoltre, i PCTO sono concepiti come strumento di formazione orientata al lavoro, ma includono spesso anche attività svolte in collaborazione con ONG, enti locali e organizzazioni della comunità, offrendo agli studenti opportunità significative per applicare le conoscenze acquisite e contribuire alla società al di fuori dell’aula scolastica.

Quadri di riferimento di livello nazionale promuovono partenariati tra scuole, organizzazioni giovanili e attori della società civile per l’erogazione di percorsi di educazione alla cittadinanza e progetti di apprendimento non formale. Tali collaborazioni sono sostenute da finanziamenti pubblici provenienti dai ministeri, nonché attraverso i piani giovanili regionali e i programmi finanziati dall’Unione europea (ad esempio Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà).

In Italia, il Terzo settore svolge un ruolo centrale nella promozione di iniziative di educazione non formale volte a rafforzare le competenze sociali e civiche dei giovani. Associazioni, cooperative e ONG sono attivamente coinvolte nella progettazione e realizzazione di interventi focalizzati sulla cittadinanza attiva, il dialogo interculturale, il volontariato, l’antidiscriminazione e la partecipazione democratica. Tali iniziative sono spesso realizzate in collaborazione con scuole, enti locali e servizi per i giovani, con la disponibilità di finanziamenti pubblici a livello nazionale, regionale ed europeo.

Assicurazione di qualità/linee guida di qualità per l'apprendimento non formale

Attualmente non esistono linee guide specifiche per garantire la qualità dei processi di partecipazione all’interno dei percorsi di educazione non formale.

Supporto degli educatori

Ai sensi della Legge 107/2015, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale. Le singole istituzioni scolastiche definiscono le attività formative in coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa, con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle scuole (previsti dal regolamento contenuto nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 80 del 28 marzo 2013), sulla base delle priorità indicate nel Piano nazionale di formazione.

Non esiste un quadro formativo nazionale per gli animatori socioeducativi, ma vi sono numerose iniziative di formazione attuate a livello regionale con il supporto del Terzo settore (Cfr. 10).

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