1.7 Finanziamento delle politiche giovanili
In questa pagina:
- Come vengono finanziate le politiche giovanili
- Cosa viene finanziato
- Responsabilità finanziaria
- Utilizzo dei fondi dell’Unione Europea
Come vengono finanziate le politiche giovanili
Le politiche giovanili sono finanziate principalmente attraverso il Fondo nazionale per le politiche giovanili, istituito dall’articolo 19, comma 2, del Decreto-Legge 223/2006. Il Fondo è finanziato dalla legge di bilancio dello Stato ed è gestito dal Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale.
Le percentuali di ripartizione del Fondo tra lo Stato e le Regioni, le Province autonome e il sistema delle Autonomie locali sono definite mediante un apposito Accordo approvato in sede di Conferenza Unificata.
Per il triennio 2024-2026, la ripartizione è stabilita dall’Intesa tra il Governo, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano ed enti locali concernente la ripartizione del «Fondo per le politiche giovanili» per gli anni 2024, 2025, e 2026, approvato dalla Conferenza Unificata il 17 ottobre 2024. L’assegnazione annuale delle risorse è determinata con decreto del Ministro per lo Sport e i Giovani.
L’Intesa tra il Governo, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano ed enti locali concernente la ripartizione del «Fondo per le politiche giovanili» per gli anni 2024, 2025, e 2026, approvato dalla Conferenza Unificata il 17 ottobre 2024, stabilisce che, per ciascun anno del triennio 2024-2026, il 47% del Fondo è destinato a interventi di rilevanza nazionale, mentre il 53% è destinato a interventi di rilevanza territoriale a favore delle Regioni, delle Province autonome e del sistema delle Autonomie locali. Questo 53% è così diviso: 28% è allocato alle Regioni e Province autonome; 22% all’ANCI, per i Comuni e le Città metropolitane; 3% all’UPI, per le Province.
Gli interventi di rilevanza nazionale mirano a promuovere l’inclusione sociale dei giovani, l’accesso alle opportunità, la transizione dall’istruzione al lavoro, nonché la partecipazione civica e culturale e lo sviluppo di competenze. Comprendono inoltre il sostegno alla mobilità giovanile e alla cooperazione, l’attuazione della Carta Giovani Nazionale, il monitoraggio delle azioni finanziate e l’organizzazione di attività istituzionali e di sensibilizzazione.
Le risorse destinate a Regioni e Autonomie locali sostengono interventi territoriali coordinati in materia di politiche giovanili, promuovendo inclusione sociale, partecipazione attiva, transizione scuola-lavoro e accesso alle opportunità. Tra le azioni principali figurano il coinvolgimento dei giovani in attività civiche, culturali, sociali, ambientali e sportive, l’implementazione delle Carte Giovani regionali in sinergia con la Carta Giovani Nazionale e l’organizzazione di iniziative di sensibilizzazione. Le misure sono finalizzate a rafforzare sistemi integrati di politiche giovanili, coerenti con le esigenze dei territori.
Il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale finanzia interventi rivolti ai giovani attraverso diversi strumenti, con differenti modalità di responsabilità finanziaria a seconda della tipologia di intervento.
Per quanto riguarda le risorse assegnate alle Regioni, è riconosciuta piena autonomia nell’utilizzo dei fondi. Le Regioni trasmettono al Dipartimento strumenti di monitoraggio, quali relazioni periodiche e tabelle riepilogative, al fine di verificare l’avanzamento delle attività. Ciò consente di acquisire informazioni sull’impiego delle risorse e di individuare eventuali criticità e misure correttive.
I fondi destinati all’UPI, all’ANCI e ad altri soggetti sono regolati da specifici accordi che disciplinano le modalità di monitoraggio dei progetti, nonché i reciproci obblighi e responsabilità.
Con riferimento ai fondi assegnati a enti privati senza scopo di lucro, al fine di garantire il cofinanziamento pubblico, l’Amministrazione richiede la presentazione di adeguate garanzie bancarie o polizze assicurative per la prima tranche erogata, valide per l’intera durata del progetto. Le successive erogazioni sono subordinate alla presentazione di idonea documentazione giustificativa delle spese sostenute.
Gli enti beneficiari devono inoltre assicurare il rispetto della normativa in materia legale, fiscale, previdenziale e lavoristica, la tracciabilità dei flussi finanziari e il possesso della certificazione antimafia. Il Dipartimento può effettuare ispezioni presso le sedi di progetto, anche tramite soggetti incaricati, per verificare lo stato di attuazione delle attività.
Il controllo preventivo di legittimità sugli atti amministrativi, di competenza del Dipartimento, è esercitato dalla Corte dei conti, quale organo indipendente.
L’Ufficio di bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri svolge il controllo di regolarità amministrativo-contabile su tutte le spese.
In termini di responsabilità esterna, il principio di trasparenza consente ai cittadini di verificare i procedimenti amministrativi della Pubblica Amministrazione.
La Pubblica Amministrazione fornisce le informazioni rilevanti sui propri siti istituzionali nella sezione “Amministrazione trasparente”, con riferimento, tra le altre cose, all’organizzazione, alle attività svolte, all’utilizzo delle risorse pubbliche e ai servizi erogati. Il principio di trasparenza contribuisce alla prevenzione della corruzione e favorisce forme di controllo civico (il cosiddetto “accesso civico”).
Utilizzo dei fondi dell’Unione Europea
L’Italia beneficia dei finanziamenti dei programmi Erasmus+ ed il Corpo europeo di solidarietà. Inoltre, Ministeri, Regioni ed enti locali utilizzano ulteriori risorse dell’Unione europea, tra cui il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), a sostegno di interventi rivolti ai giovani.
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