3.5 Tirocini e apprendistati
In questa pagina
- Linee guida ufficiali sui tirocini e gli apprendistati
- Promozione di tirocini e apprendistati
- Riconoscimento dei risultati dell'apprendimento
- Finanziamento
- Garanzia della qualità
Linee guida ufficiali sui tirocini e gli apprendistati
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definisce il quadro normativo e regolamentare nel contesto dell’orientamento e della formazione.
Il tirocinio è un periodo di orientamento e formazione svolto in un contesto lavorativo, finalizzato all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro che non costituisce un rapporto di lavoro. Esistono due tipi di tirocinio:
- Tirocinio curriculare, rivolto ai giovani frequentanti un percorso di istruzione o formazione e finalizzato ad integrare l'apprendimento con un'esperienza di lavoro. Questo tipo di tirocinio è disciplinato dai Regolamenti di istituto o di ateneo ed è promosso da scuole, università o enti di formazione accreditati, in conformità con la normativa nazionale (Legge 196/97 e Decreto Interministeriale 142/98).
- Tirocinio extracurriculare, che prevede un periodo di formazione in un ambiente produttivo con conoscenza diretta del mondo del lavoro. Questo tipo di tirocinio è disciplinato dalle Regioni e dalle Province autonome: a livello nazionale sono comunque definiti degli standard minimi comuni, riferiti ad esempio agli elementi qualificanti del tirocinio, alle modalità con cui il tirocinante presta la sua attività, all'indennità minima. Tali standard sono contenuti nelle “Linee guida sui tirocini formativi e di orientamento” (Accordo Stato-Regioni 86/2017).
Si segnala inoltre che la Legge di Bilancio 2022 ha introdotto misure per contrastare gli abusi nei tirocini extracurriculari.
L’apprendistato è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile, disciplinato dal Decreto Legislativo 81/2015 e articolato in tre tipologie:
- Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, rivolto ai giovani tra i 15 e i 25 anni, con l’obiettivo di conseguire una delle qualifiche sopra indicate in un contesto lavorativo.
- Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, destinato ai giovani tra i 18 e i 29 anni, volto all’apprendimento di un mestiere o all’ottenimento di una qualifica professionale.
- Apprendistato di alta formazione e ricerca, rivolto a giovani dai 18 anni compiuti fino a 29 anni e oltre, finalizzato al conseguimento di titoli di studio universitari e dell’alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori (ITS), allo svolgimento di attività di ricerca, nonché all’accesso alle professioni ordinistiche.
Promozione di tirocini e apprendistati
Il Portale dei Giovani è un progetto di Eurodesk Italy, l'ufficio di coordinamento italiano dalla rete di informazione europea dedicata all’informazione, alla promozione e all’orientamento sui programmi in favore dei giovani promossi dall’Unione europea e dal Consiglio d’Europa. Nella sezione Lavorare, sono disponibili informazioni su tirocini all’estero. Inoltre, la Rete Italiana di Eurodesk pubblica e promuove opportunità simili rivolte ai giovani tramite il podcast Eurodesk OnAir.
Il portale Giovani2030, gestito dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, pubblicizza diverse opportunità di tirocinio. Tra queste, il Progetto Rete, attraverso l’iniziativa Uno Stage per te, in collaborazione con Invitalia, promuove stage retribuiti in Italia e all’estero, della durata di sei mesi, per giovani tra i 18 e i 30 anni.
Molte regioni italiane promuovono offerte di tirocinio e apprendistato attraverso i propri siti istituzionali o portali dedicati al lavoro e alla formazione. Alcuni esempi sono:
- La Regione Lazio, sul proprio sito, nella sezione Offerte di Lavoro;
- La Regione Toscana, attraverso il sito Giovanisì, un’iniziativa per l’autonomia dei giovani;
- Regione Emilia-Romagna, attraverso il sito dell’Agenzia regionale per il Lavoro;
- Regione Piemonte, sul sito di Piemonte Giovani.
Riconoscimento dei risultati di apprendimento
In Italia, il riconoscimento delle competenze acquisite attraverso l’apprendistato e i tirocini è progettato per essere coerente con i sistemi europei di crediti come l’ECVET (European Credit System for Vocational Education and Training) e l’ECTS (European Credit Transfer and Accumulation System). Gli apprendistati si avvalgono di questi quadri di riferimento per garantire che i risultati di apprendimento siano chiaramente definiti, trasferibili e riconosciuti a livello europeo. Tali risultati sono espressi in unità con crediti associati, favorendo la mobilità e l’accumulazione di qualifiche. Questo approccio permette il riconoscimento dell’apprendimento informale e non formale, oltre a quello formale.
L’articolo 8 del Decreto Legislativo 13/2013 ha istituito il Repertorio Nazionale dei titoli di istruzione e di formazione e delle qualificazioni professionali, che rappresenta il quadro di riferimento per la certificazione delle competenze in Italia. L’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni organizza ulteriormente queste informazioni, coinvolgendo diversi stakeholder come datori di lavoro, sindacati ed esperti settoriali.
Il Decreto 184/2024 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali regola le funzioni e disciplina gli ambiti di titolarità del Ministero nell’ambito del sistema nazionale di certificazione delle competenze. Il provvedimento disciplina anche la valorizzazione delle competenze acquisite in contesti di apprendimento non formale come il Servizio Civile Universale, i contratti di apprendistato o i tirocini promossi dal Ministero, così come i percorsi di accompagnamento alla imprenditorialità e l’autoimpiego, il volontariato e i progetti a beneficio della comunità.
Il Libretto Formativo del Cittadino registra le competenze acquisite al di fuori dell’istruzione formale. Ulteriori informazioni sono disponibili nell’inventario europeo sulla validazione dell’apprendimento non formale e informale, a cura del CEDEFOP, il Centro Europeo per lo Sviluppo della Formazione Professionale.
Le principali fonti di finanziamento pubblico per tirocini e apprendistati sono:
- Fondi regionali e nazionali (attraverso programmi di sviluppo e politiche attive del lavoro);
- Il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021-2027: impiegato in moltissime iniziative regionali a sostegno di tirocini, formazione e apprendistati.
- Il Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021–2027: offre ai giovani opportunità di tirocinio e apprendistato come strumenti centrali per favorire l’ingresso nel mercato del lavoro. Queste misure si inseriscono in percorsi personalizzati con l’obiettivo di migliorare l’occupabilità dei giovani tra i 15 e i 34 anni, in particolare dei NEET (Not in Education, Employment or Training).
L’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP) pubblica ogni anno un Rapporto di monitoraggio sul Sistema Duale e sull’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), che fotografa lo stato dell’occupazione in apprendistato e della formazione pubblica dedicata agli apprendisti, programmata dalle Regioni e dalle Province Autonome. L’ultima edizione è stata pubblicata nell’ottobre 2024, in collaborazione con l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale).
La Legge di Bilancio 2022 ha introdotto misure per contrastare gli abusi nell’ambito dello svolgimento dei tirocini extra-curriculari, tra cui:
- Individuazione di elementi qualificanti, come il riconoscimento di un’adeguata indennità di partecipazione, la definizione di una durata massima (comprese eventuali proroghe) e di limiti numerici ai tirocini attivabili in relazione alla dimensione aziendale;
- Definizione di livelli essenziali di formazione, che prevedano un bilancio delle competenze all’inizio del tirocinio e una certificazione delle competenze al termine;
- Definizione di forme e modalità di contingentamento, per collegare l’attivazione di nuovi tirocini all’assunzione di una quota minima di tirocinanti alla fine del percorso;
- Previsione di azioni e interventi per prevenire e contrastare un uso distorto dell’istituto, anche attraverso la chiara identificazione delle modalità con cui il tirocinante svolge la propria attività
- Sanzioni in caso di violazione delle prescrizioni
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