6.4 Convalida dell’apprendimento non formale e informale

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Modalità di convalida dell’apprendimento non formale e informale 

Il processo di costruzione del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze è iniziato nel 2012 (Legge 92/2012) e ha raggiunto una tappa fondamentale nel 2021 con l’adozione del Decreto Interministeriale 13/2021, che ha definito le disposizioni per l’adozione delle Linee guida per l’interoperabilità delle Autorità Pubbliche Competenti titolari dei rispettivi sistemi di qualificazione. Si tratta della principale novità normativa intervenuta nel sistema di validazione dell’apprendimento non formale e informale (VNFIL) in Italia dopo l’inventario del 2018.

Il Decreto Legislativo n. 13/2013 aveva già stabilito un primo quadro metodologico per il sistema nazionale di certificazione delle competenze. Successivamente, il Quadro di riferimento nazionale delle qualificazioni regionali, introdotto con il Decreto interministeriale 166/2015, ha creato un meccanismo più preciso di raccordo tra le qualificazioni regionali e le procedure standardizzate per l’identificazione, la validazione e la certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali.

Questo quadro metodologico è richiamato anche nel Decreto Interministeriale 13/2021 relativo all’adozione delle Linee guida nazionali per la certificazione delle competenze (SNCC).

Il Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo e il riconoscimento dell’intero bagaglio culturale e professionale delle persone, validando le competenze acquisite in contesti formali, non formali e informali. L’intero processo di attuazione del Sistema è frutto di un’ampia collaborazione interistituzionale tra autorità nazionali e regionali.

Per riconoscere le competenze acquisite in contesti di apprendimento non formale o informale, il sistema adotta un processo strutturato composto da tre fasi principali: Identificazione, Validazione e Certificazione delle Competenze (IVC).

Per ulteriori informazioni, si rimanda a Eurydice 8.5.

Informazioni e linee guida 

La RUIAP (Rete Universitaria Italiana per l’Apprendimento Permanente) svolge un ruolo chiave nella promozione delle iniziative di apprendimento permanente, in particolare attraverso i C.A.P (Centri per l’Apprendimento Permanente) istituiti all'interno delle università aderenti.

Molte regioni hanno sviluppato propri sistemi e servizi per la validazione delle competenze. Ad esempio, la Regione Emilia-Romagna ha implementato il Sistema regionale di formalizzazione e certificazione delle competenze (SRFC), che consente ai cittadini di ottenere il riconoscimento delle competenze acquisite in diversi contesti.

I Centri per l’impiego, presenti su tutto il territorio nazionale, offrono anch’essi informazioni e orientamento sulla validazione delle competenze acquisite al di fuori dei contesti di istruzione formale.

L’Associazione InformaGiovani promuove opportunità di apprendimento non formale e informale. Sul proprio sito web propone numerose iniziative, tra cui corsi di formazione per gli animatori socioeducativi, spesso attraverso tecniche informali come la gamification.

A livello nazionale, l’INAPP, attraverso l’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni, fornisce una mappatura dettagliata delle professioni e delle qualificazioni, supportando la trasparenza e il riconoscimento delle competenze acquisite in contesti di apprendimento non formale e informale.

Garanzia di qualità 

In Italia esiste un sistema di assicurazione della qualità per la validazione delle competenze acquisite attraverso l’apprendimento non formale e informale. L’articolo 7 del Decreto 13/2013 (“Standard di sistema”) stabilisce un quadro di riferimento per l’assicurazione della qualità. Tutti gli enti pubblici titolari devono garantire il rispetto di standard minimi di qualità relativi a:

  • le condizioni di fruizione e di accesso alle qualificazioni e alle procedure di validazione;
  • l’adozione di misure per l’erogazione di servizi di informazione e orientamento;
  • la conformità ai requisiti professionali del personale coinvolto;
  • la presenza di un sistema informativo interoperabile per il monitoraggio, la valutazione, la tracciabilità e la conservazione degli atti emessi;
  • il rispetto delle disposizioni in materia di semplificazione procedurale, accesso agli atti amministrativi e tutela dei dati personali;
  • la collegialità, l’obiettività, l’imparzialità e l’indipendenza in ogni fase della procedura.

Il quadro di assicurazione della qualità è stato ulteriormente sviluppato attraverso specifiche Linee guida, come previsto dal Decreto del 5 gennaio 2021: Allegato D – “Standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze”; Allegato E – “Livelli essenziali delle prestazioni dei servizi per l’identificazione, la validazione e la certificazione delle competenze”.

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