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4.4 Programmi di inclusione per i giovani

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Programmi per giovani vulnerabili

In Italia, il problema dell’esclusione sociale dei giovani è affrontato attraverso molteplici programmi che mirano a intervenire direttamente su categorie vulnerabili di giovani, a rispondere alle esigenze di famiglie con minori o a risolvere gravi forme di esclusione sociale che, pur non riguardando soltanto i giovani, influenzano fortemente le condizioni di vita della popolazione giovanile.

Questi programmi, che affrontano la questione dell’esclusione sociale giovanile attraverso approcci multidimensionali e coinvolgendo differenti attori istituzionali, possono essere ricondotti ai seguenti macro-ambiti: indipendenza e autonomia, lavoro e formazione, integrazione dei giovani migranti e sostegno a famiglie vulnerabili con minori.

Indipendenza e autonomia

Reddito di cittadinanza (RdC): Istituito con la legge. n. 26 del 28 marzo 2019, il RdC consiste in una misura strutturale, universale e condizionata di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Il RdC mira inoltre a favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro. Il carattere multidimensionale e personalizzato dell’intervento caratterizza il RdC come uno strumento particolarmente in grado di rispondere alle variegate esigenze giovanili offrendo opportunità di inserimento lavorativo, ma anche di formazione e partecipazione sociale.

Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa il programma sostiene i giovani nell’acquisto della loro prima casa di proprietà grazie ad un prestito garantito dallo Stato. Si rivolge a giovani coppie coniugate con o senza figli, nuclei familiari monogenitoriali con figli minori conviventi e ai giovani di età inferiore a 35 anni, titolari di un rapporto di lavoro atipico. Attraverso questo programma, lo Stato concede garanzie all’istituto bancario per mutui di importo massimo pari a 250mila euro, facilitando l’accesso al credito da parte dei giovani. Istituito nel 2013, il programma è stato rifinanziato nel 2019.

Progetto Care Leavers: il progetto si sviluppa nell’ambito dell’asse “Lotta alla povertà” del Programma operativo nazionale (Pon) “Inclusione” che, per l’Italia, rappresenta il primo programma interamente dedicato ai temi dell’inclusione sociale e della lotta alla povertà. In sinergia con il Reddito di Cittadinanza, il progetto Care Leavers mira a accompagnare alla piena autonomia ragazzi e ragazze che, al raggiungimento della maturità, stanno intraprendendo un percorso di uscita dalle comunità residenziali o dall’affido etero-familiare. Il percorso proposto può supportare il giovane nel completamento degli studi secondari, nell’inizio della formazione universitaria, nell’intraprendere un percorso di formazione professionale o nell’accesso al mercato del lavoro.

Formazione e lavoro

Giovani per il Sociale 2018: ha come obiettivo la promozione di progetti del privato sociale diretti ai giovani nei territori delle Regioni meno sviluppate (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata). Le azioni promosse hanno come beneficiari diretti giovani di età compresa tra i 14 ed i 35 anni e sono finalizzate sia all’inclusione sociale che alla crescita personale. Le attività mirano infatti a favorire l’occupabilità, l’attivazione, l’integrazione e l’inclusione giovanile.

Fondo per il credito ai giovani: istituito dal 2010 è uno strumento che consente ai giovani meritevoli, ma privi dei mezzi finanziari sufficienti, di intraprendere o proseguire un percorso di studi grazie a un prestito garantito dallo Stato. Il prestito, di importo massimo pari a 25.000 euro, deve essere restituito in 15 anni e può essere utilizzato per proseguire gli studi dopo la scuola superiore iscrivendosi all’università, per frequentare corsi di specializzazione post-laurea o per approfondire la conoscenza di una lingua. Il programma è ancora accessibile ed è possibile trovare gli aggiornamenti e i documenti per l'applicazione sul sito web del Dipartimento della Gioventù.

Integrazione dei giovani migranti

Percorsi per la formazione, il lavoro e l’integrazione dei giovani migranti: avviato nel 2016, il programma mira a favorire l’inclusione sociale e lavorativa dei minori stranieri non accompagnati in fase di transizione verso l’età adulta. L’obiettivo è quello di sostenere i giovani nei loro percorsi di uscita dal sistema di accoglienza favorendo la loro regolare integrazione sul territorio nazionale. Il progetto finanzia percorsi di integrazione basati su tirocini e servizi integrati attraverso il riconoscimento di un contributo economico per un ammontare complessivo di € 5.000. Dalla sua attivazione, il programma più di 2000 persone hanno completato il percorso.

PUOI - Protezione Unita a Obiettivo Integrazione: il progetto si ispira al programma “Percorsi per la formazione, il lavoro e l’integrazione dei giovani migranti”, ma si sviluppa nell’ambito del PON e di una serie di programmi integrati e multidisciplinari finalizzati all'integrazione socio-lavorativa dei migranti. Il progetto PUOI si basa sull’attivazione di 4.500 percorsi di attivazione lavorativa rivolti, tra gli altri, ai giovani migranti che abbiano fatto ingresso in Italia come minori stranieri non accompagnati.

Avviso per la realizzazione di Piani regionali d’intervento: pubblicati nel 2016 e nel 2018, gli avvisi mirano a rafforzare la governance delle politiche di integrazione dei cittadini migranti regolarmente presenti in Italia attraverso interventi sviluppati in collaborazione con attori cruciali per le politiche di integrazione, quali le scuole e gli enti locali. Questi vengono invitati a sviluppare progetti finalizzati a promuovere la partecipazione attiva dei migranti nelle istituzioni e a rafforzare le capacità multiculturali del sistema scolastico e dei servizi.

Sostegno a famiglie vulnerabili con minori

Programma Rom, Sinti e Caminanti: il progetto è dedicato all’inclusione e all'integrazione dei bambini Rom, Sinti e Caminanti attraverso l'attivazione di una specifica collaborazione con 13 città metropolitane. Il programma si sviluppa nell’ambito dell’asse “Intervento sociale e non discriminazione” del PON che comprende azioni di sistema che non si rivolgono direttamente alle categorie di persone più fragili deboli e a rischio di esclusione sociale, ma si focalizzano sulla costruzione di modelli di intervento innovativi ed efficaci rivolti a tali categorie.

Programma di interventi per la prevenzione dell’istituzionalizzazione (PIPPI): nasce nel 2010 e mira ad innovare le pratiche di intervento nei confronti delle famiglie cosiddette “negligenti” con l’obiettivo di ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei bambini e degli adolescenti dal nucleo familiare. Mediante l’attivazione di una equipe multidisciplinare e tenendo conto della prospettiva dei genitori e dei bambini stessi, il programma costruisce percorsi personalizzati di intervento sociale volti a ridurre le condizioni di disuguaglianza provocate dalla negligenza, che rischiano di segnare negativamente lo sviluppo dei bambini a livello sociale e scolastico.

Finanziamento

Ognuno dei programmi sopra citati riceve fondi attraverso differenti linee di finanziamento. Nello specifico:

  • Reddito di cittadinanza è stato finanziato dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145. Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 per 7.100 miliardi di euro e, per la componente di rafforzamento ed erogazione dei servizi sociali, dal Fondo povertà (par. 4.0).
  • Il programma Giovani per il sociale 2018 è stato finanziato attraverso il Piano di Azione e Coesione (PAC) per un totale di a 9 milioni di euro.
  • Fondo per il credito ai giovani è stato finanziato attraverso il decreto interministeriale 19 novembre 2010. La dotazione del fondo è pari a 20 milioni di euro.
  • Progetto Care Leavers è finanziato attraverso il Fondo Povertà, entro cui sono previsti specifici fondi per i care leavers.
  • Fondo di garanzia per la prima casa è stato rifinanziato nel 2019 il “decreto-legge 30 aprile 2019 , n. 34 “Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”. Il rifinanziamento ammonta a 100 milioni di euro.
  • Percorsi per la formazione, il lavoro e l’integrazione dei giovani migranti è finanziato con risorse provenienti dal Fondo Sociale Europeo – PON Inclusione, per un importo complessivo di quasi 10 milioni di euro.
  • PUOI è finanziato in modo complementare dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), per un importo complessivo di circa 27mila euro.
  • L’Avviso per la realizzazione di piani di Intervento regionale è stato finanziato con il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) per un importo complessivo di circa 28mila euro.
  • Il programma Rom, Sinti e Caminanti è finanziato attraverso il programma PON su risorse del Fondo Sociale e corrispondente quota di cofinanziamento nazionale.
  • Programma P.I.P.P.I. è stato finanziato attraverso il Fondo Nazionale politiche sociali. Per il 2018 le risorse stanziate ammontano a 4 milioni di euro; per il 2019 ammontano a circa 3 milioni e 900mila euro.

Sistema di controllo di qualità

A seconda dello specifico progetto/azione si applicano differenti sistemi di controllo di qualità, poiché differenti sono le autorità responsabili dei diversi progetti.

Il decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147 ha però istituito il Sistema informativo unitario dei servizi sociali (SIUSS), una cui componente è il Sistema informativo delle prestazioni e dei bisogni sociali. Il SIUSS assicura una compiuta conoscenza dei bisogni sociali e delle prestazioni erogate dal sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali raccogliendo e organizzando le informazioni necessarie alla programmazione, gestione e valutazione delle politiche sociali (CFR. par. 4.2).

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