3.7 Mobilità transnazionale in materia di occupazione, imprenditoria e opportunità professionali
In questa pagina
Programmi e schemi per la mobilità transnazionale
In Italia, i programmi di mobilità transfrontaliera giovanile dell’UE sono gestiti principalmente dall’Agenzia Italiana per la Gioventù (Cfr. 2.5), che ne raccoglie e diffonde i risultati attraverso il proprio portale. L’Agenzia è responsabile per il settore Gioventù e Sport del Programma Erasmus+.
Il Programma Erasmus per giovani imprenditori supporta i giovani ad acquisire le competenze necessarie per avviare e/o gestire con successo una piccola impresa in Europa, attraverso lo scambio di conoscenze e idee di business con imprenditori già affermati, dai quali vengono ospitati e con i quali collaborano per un periodo da 1 a 6 mesi.
Per gli studenti universitari e i neolaureati è inoltre disponibile la piattaforma Stage4eu, gestita da INAPP, che fornisce informazioni pratiche e supporto alla candidatura per tirocini formativi nei paesi europei.
Un ulteriore strumento a supporto della mobilità professionale è rappresentato dalla rete EURES, che fornisce ai cittadini europei informazioni su opportunità di lavoro all’estero, condizioni di vita e di lavoro nei diversi paesi e, in alcuni casi, finanziamenti per l’avvio di attività in proprio. Le partnership transfrontaliere EURES, attualmente sei in tutta Europa, offrono assistenza mirata a lavoratori e datori di lavoro nella gestione degli aspetti pratici legati alla mobilità, al reclutamento e all’inserimento oltre confine.
Oltre ai percorsi orientati direttamente al lavoro o all’imprenditorialità, è importante menzionare anche esperienze strutturate di volontariato all’estero, come il Servizio Civile Universale (SCU). Il SCU offre a giovani tra i 18 e i 28 anni legalmente residenti in Italia la possibilità di partecipare a progetti in ambito di cooperazione, educazione, promozione della pace e tutela dei diritti umani in paesi europei ed extraeuropei. Il programma è finanziato dal Fondo nazionale per il servizio civile, gestito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.
In Italia, esistono misure politiche e normative a livello nazionale che regolano la mobilità transfrontaliera dei giovani lavoratori, tirocinanti, apprendisti e giovani professionisti/imprenditori, sia in entrata che in uscita.
L'Italia applica le normative dell'Unione Europea per coordinare i diversi sistemi di sicurezza sociale nazionali, garantendo la protezione dei diritti previdenziali dei lavoratori migranti e facilitando l'esercizio del diritto alla libera circolazione dei cittadini europei. Questo coordinamento assicura che i periodi di contribuzione maturati in diversi Stati membri siano cumulabili per il diritto a prestazioni come pensioni, indennità di disoccupazione e assistenza sanitaria.
I cittadini dell'Unione Europea hanno il diritto di entrare, soggiornare e lavorare in Italia senza necessità di visto o permesso di soggiorno. Tuttavia, per soggiorni superiori a tre mesi, è richiesto l'iscrizione all'anagrafe del comune di residenza e la dimostrazione di mezzi di sostentamento adeguati e copertura sanitaria.
I cittadini di Paesi terzi o stranieri non appartenenti all’UE sono tenuti a rispettare le disposizioni contenute nel Testo Unico sull’Immigrazione e ottenere un visto per motivi di lavoro e un permesso di soggiorno. Tutti i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti godono di parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani.
Ulteriori informazioni e documentazione sul tema sono disponibili sul Portale Integrazione Migranti.
Allegati