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Sviluppi storici

In Italia il volontariato si è sviluppato storicamente attraverso alcune grandi matrici culturali: le principali sono la matrice cattolica, legata all’opera di evangelizzazione della Chiesa e fondata sul concetto di pietas cristiana; la matrice operaia e socialista sviluppata a partire dall’Ottocento e la matrice liberale.

La Costituzione italiana fornisce un importante stimolo alla solidarietà sociale. Gli articoli 2 e 3 prevedono il rispetto del dovere fondamentale di solidarietà e assegnano la responsabilità congiunta alla comunità e alle pubbliche amministrazioni. Vale anche la pena menzionare l'Art. 18 "I cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente [….]".

Nei primi decenni della Repubblica il modello di volontariato prevalente è di tipo filantropico orientato soprattutto all’assistenza. A partire dalla fine degli anni Settanta il volontariato assume sempre maggiore rilevanza nella sfera pubblica anche come opportunità di impegno e di esercizio della cittadinanza attiva e come soggetto per la tutela e promozione dei diritti dei cittadini.

Nel 1991 viene approvata la prima legge quadro sul volontariato (legge 266/1991) dopo un dibattito parlamentare durato quindici anni. La legge definisce il profilo giuridico delle organizzazioni di volontariato e ne disciplina il rapporto con le istituzioni pubbliche riconoscendo il valore sociale e la funzione del volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo.

L’Art. 2, comma 1, chiarisce: "[...] per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà". L'articolo 3, paragrafo 3 stabilisce che gli atti costitutivi delle organizzazioni di volontariato devono menzionare esplicitamente "... l'assenza di fini di lucro, la democraticità della struttura, l'elettività e la gratuità delle cariche associative nonché la gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti […]".

Il decreto legislativo 460/1997 definisce il ruolo delle organizzazioni di volontariato e le relative norme fiscali.

Successivamente, viene intrapresa una radicale riforma del Terzo Settore. Nel 2017, il Codice del Terzo Settore (decreto legislativo 117/2017) raccoglie in un unico testo tutte le tipologie degli Enti del Terzo Settore, vale a dire quelle organizzazioni dedicate al volontariato in senso lato. Il Codice ha inoltre abrogato la legislazione precedente, tra cui due leggi storiche: quella sul volontariato (legge 266/1991) e quella sulle associazioni di promozione sociale (legge 383/2000).

A livello nazionale, il coinvolgimento dei giovani nella vita sociale e civile è legato allo sviluppo storico dell’obiezione di coscienza e del servizio civile. La costituzione italiana prevedeva il servizio militare obbligatorio. Questa norma porta alla nascita del movimento degli obiettori di coscienza e alla legge 722/72 che riconosce a chi non vuole prestare il servizio militare per motivi di coscienza di svolgere in alternativa un servizio civile.

Con la sospensione della coscrizione nel 2005, il servizio civile è diventato volontario per i giovani di entrambi i sessi nella fascia di età dai 18 ai 28 anni. Nel 2017, il decreto legislativo 40/2017 trasforma il servizio civile "nazionale" in servizio civile "universale", ponendosi l’obiettivo di offrire tale esperienza a tutti i giovani che intendano farla.

Concetti principali

Il volontariato è un fenomeno profondamente radicato e diffuso a livello nazionale. Ha una lunga tradizione riconosciuta dalla legislazione. La legge, infatti, riconosce il valore sociale e la funzione del volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo. In Italia esistono anche diverse forme di volontariato non organizzato, ovvero attività spontanee e gratuite intraprese a beneficio di altri.

Dopo l'abrogazione della legge quadro sul volontariato 266/91, il decreto legislativo 117/2017  definisce il volontario come "una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del Terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiate della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà ".

L’Operatore volontario del Servizio civile gode di uno status distinto dalle altre forme di volontariato ed è disciplinato da una normativa specifica.

Il decreto legislativo 40/2017 definisce il "l’Operatore Volontario" del Servizio civile universale come "un volontario impegnato nella realizzazione del Servizio civile universale in Italia o all'estero". Lo stesso decreto, finalizza l’istituzione del Servizio civile universale alla difesa non armata e non violenta della Patria, all'educazione, alla pace tra i popoli, nonché alla promozione dei valori fondanti della Repubblica. 

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