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2.4 Programma nazionale per il volontariato giovanile

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Programma nazionale per il volontariato giovanile

Il principale programma nazionale per la promozione dei valori della solidarietà e della partecipazione sociale è il Servizio Civile Universale (SCU) per i giovani di età compresa tra 18 e 28 anni. Il servizio civile nazionale volontario nasce nel 2001 con la Legge 64/2001 ed è stato riformato con il dlgs 40 del 2017, con l’obiettivo di renderlo universale e di consentirne quindi l’accesso a tutti i giovani che lo desiderano. Tuttavia l’effettiva accessibilità dipende dall’ammontare dei fondi che vengono stanziati annualmente.

L’autorità responsabile per l’attuazione e il coordinamento del programma è il Dipartimento per le politiche giovanili e dal Servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il Servizio civile universale è un sistema che prevede diversi attori:

  • i volontari, giovani che decidono di dedicare un periodo della propria vita al Paese e agli altri, svolgendo le attività di Servizio civile nel settore di intervento prescelto;
  • gli Enti promotori dei progetti, soggetti pubblici e privati iscritti all’Albo del Servizio civile;
  • l’intera comunità, che raccoglie i benefici grazie alla realizzazione dei progetti di Servizio civile;
  • lo Stato, attraverso il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, le Regioni e le Province autonome che gestiscono l’intero sistema.

settori di intervento in Italia e all’estero nei quali gli Enti propongono i progetti che vedono impegnati i volontari sono:

  • assistenza;
  • protezione civile;
  • patrimonio ambientale e riqualificazione urbana
  • patrimonio storico, artistico e culturale
  • educazione e promozione culturale, paesaggistica, ambientale, dello sport, del turismo sostenibile e sociale
  • agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità
  • promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all'estero e sostegno alle comunità di italiani all'estero.

Dal 2001 al 2020, sono circa 500.000 i giovani volontari che sono stati impegnati in progetti di servizio civile e di questi circa 7.000 hanno operato in territorio estero.
Nel 2018 sono stati avviati in servizio 43.128 volontari. Nel 2019 risultano avviati in servizio 32.175 volontari. Nel 2020 i volontari che sono stati avviati in servizio sono 49.210.
In data 14 dicembre 2021 il Dipartimento ha pubblicato un bando per la selezione di 56.205 operatori volontari, successivamente integrato con l'ampliamento delle posizioni di operatori volontari da selezionare, pari a 8.481.

Tutti gli enti di servizio che partecipano al programma, sono iscritti in un Albo unico di servizio civile universale, che viene continuamente aggiornato. Esiste una banca dati interna che contiene informazioni sugli enti, sulle attività dei progetti e sui volontari che effettuano il servizio. Annualmente, il Dipartimento pubblica una Relazione al Parlamento che contiene i principali dati di sintesi sullo svolgimento del servizio civile.

Tra le novità, introdotte dalla riforma che hanno trovato attuazione nel 2019 e di cui si vedranno gli esiti negli anni a venire va menzionata la programmazione triennale del servizio civile universale. Il piano triennale 2020-2022 predisposto dal Dipartimento con il coinvolgimento di tutti gli stakeholders del sistema, adottato con decreto ministeriale il 4 novembre 2019, è stato elaborato tenendo conto degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e delle Conclusioni del Consiglio dell’Unione Europea del 9 aprile 2019, laddove si riconosce l’importanza della dimensione giovanile nell’Agenda 2030 e il ruolo chiave che i giovani possono svolgere nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

La riforma ha inoltre introdotto la possibilità di usufruire, durante il tirocinio, di 3 mesi di stage in uno Stato membro europeo o di 3 mesi di tutoraggio finalizzati a facilitare l'accesso al mercato del lavoro.
Tenendo conto anche delle novità introdotte dall’art. 40 del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza convertito nella legge 29 dicembre 2021, n. 233, le modifiche principali riportate nella Circolare del 25 gennaio 2022 recante “Disposizioni per la redazione e la presentazione dei programmi di intervento di servizio civile universale - Criteri e modalità di valutazione” riguardano l’aspetto della semplificazione che sarà al centro della programmazione triennale 2023-2025. Nello specifico, sono previste apposite disposizioni che concernono la semplificazione sia delle modalità di presentazione dei programmi di intervento, sia delle modalità di redazione dei programmi di intervento e dei progetti che li compongono. Inoltre, è stato dato maggiore rilievo alle misure a favore dei giovani con particolare riguardo alla fruizione di un periodo di tutoraggio e allo svolgimento di un periodo di servizio civile in uno dei paesi dell’Unione Europea.
Inoltre il “sistema” di servizio civile si sta impegnando per rendere sempre più diffusi ed efficaci i sistemi di validazione e certificazione delle competenze maturate dai volontari ai fini del miglioramento della loro occupabilità.

Finanziamento

Secondo il decreto legislativo 40/2017, il servizio civile universale è finanziato attraverso un Fondo nazionale ad hoc (istituito con la legge 230/1998, art. 19) e gestito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel Fondo confluiscono, oltre le risorse nazionali citate, anche i fondi europei destinati all’attuazione degli interventi di servizio civile universale.

Le risorse finanziarie utilizzate per l’attuazione dei programmi di intervento per il servizio civile di cui all’art. 24 del citato decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, sono pari a euro 311.581.036,00 per l’anno 2022 (legislazione vigente).

Nelle risorse di cui sopra sono ricompresi 200 milioni di euro relativi a “risorse PNRR per progetti in essere” e 17 milioni di euro relativi a “risorse PNRR per nuovi progetti”. In relazione ai fondi PNRR, trova applicazione l’art. 2, comma 6bis del decreto legge 31 maggio 2021, n.77, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, che destina almeno il 40% delle risorse allocabili territorialmente alle regioni del Mezzogiorno.

Completano il quadro delle risorse a disposizione dell’Avviso di presentazione dei programmi di intervento di Servizio civile universale per l’anno 2022, pubblicato in data 25 gennaio u.s., le risorse, afferenti al PNRR, dedicate al “Servizio civile digitale” di cui all’Accordo tra il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale e il Dipartimento per la trasformazione digitale, sottoscritto il 14 dicembre 2021, pari a 55 milioni di euro per il triennio 2022-2024, e gli stanziamenti dedicati al “Servizio civile ambientale” di cui al Protocollo d’Intesa tra il Ministro per le politiche giovanili e il Ministro della transizione ecologica, sottoscritto il 6 agosto 2021, pari a 10 milioni di euro per la prima annualità.

Caratteristiche dei giovani volontari

Per quanto riguarda il servizio civile universale, i volontari hanno le seguenti caratteristiche (profili del contingente 2019):

  • Genere: le donne sono più presenti (61,87%);
  • Età: il gruppo più numeroso ha un’età compresa tra i 21 e i 23 anni (29,93 %); il meno rappresentato è il gruppo di età tra i 18 e i 20 anni (15,37 %);
  • Educazione: la maggioranza ha un diploma di scuola secondaria (67,12%), seguito dai laureati (23%); sono invece minoritari i volontari in possesso di licenza media (9,55%) e di licenza elementare (1,13%).

Il servizio civile universale è aperto a cittadini dei paesi dell’UE e ai cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia.

Per quanto riguarda gli obiettivi di partecipazione di specifici gruppi target, si segnalano le ulteriori misure a favore dei giovani introdotte con la riforma del servizio civile universale, che consistono nel favorire la partecipazione al servizio civile universale dei giovani con minori opportunità (giovani con riconoscimento di disabilità; giovani con bassa scolarizzazione; giovani con difficoltà economiche; “care leavers”; giovani soggetti a temporanea condizione di fragilità personale o sociale) e nella possibilità di svolgere un periodo di servizio civile, della durata massima di tre mesi, in uno dei paesi dell’Unione europea o, in alternativa, di usufruire per lo stesso periodo di un tutoraggio finalizzato alla facilitazione dell’accesso al mercato del lavoro.

Con risorse europee ad hoc, negli anni sono inoltre stati raggiunti ulteriori gruppi target: i giovani disoccupati e NEET e i giovani cittadini di paesi terzi titolari di protezione internazionale.

Sostegno ai giovani volontari

I giovani volontari di servizio civile ricevono:

  • 25 ore settimanali oppure un monte ore di 1.145 ore per 12 mesi (questo monte ore si riduce proporzionalmente nel caso in cui il servizio abbia una durata tra 8 e 11 mesi).
  • almeno 80 ore di formazione
  • crediti formativi
  • attestato di partecipazione al Servizio civile
  • riconoscimento e valorizzazione delle competenze acquisite
  • valutazione dell’esperienza nei concorsi pubblici con le stesse modalità e lo stesso valore del servizio prestato presso la Pubblica Amministrazione e può valere come titolo di preferenza
  • riconoscimento del servizio ai fini del trattamento previdenziale (riscattabile)
  • assegno mensile di 444,30 euro; per il servizio all’estero si aggiunge un’indennità estera giornaliera dai 13 ai 15 euro
  • per il servizio all’estero: vitto, alloggio, viaggio di andata e ritorno e, se lo prevede il progetto, un rientro (a/r) durante il servizio
  • permessi di assenza variabili proporzionalmente al periodo di servizio (20 giorni per 12 mesi)
  • altri permessi straordinari per circostanze specifiche come la partecipazione ad esami universitari, la donazione del sangue, ecc
  • possibilità per alcuni progetti tra quelli che prevedono con sede in Italia o all’estero di un periodo di tutoraggio (di 1, 2 o 3 mesi) per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro.
  • possibilità per alcuni progetti tra quelli che prevedono con sede in Italia, di un periodo di servizio in un Paese dell’Unione Europea, pari a 1, 2 o 3 mesi.

Inoltre, un'importante misura di sostegno per i volontari è l'OLP (Operatore Locale del Progetto) che è un volontario, un dipendente o altro personale a contratto, con competenze e professionalità specifiche relative alle attività e agli obiettivi stabiliti dal progetto, che è disponibile in loco per almeno 10 ore settimanali.

Il Servizio Civile Universale prevede un attestato di partecipazione che può essere usato per ottenere crediti in concorsi pubblici. Inoltre, le università possono riconoscere il servizio svolto come credito formativo.

Crediti formativi

Nel servizio civile universale è previsto il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite con riferimento, in particolare, alla conoscenza di un’area di intervento del servizio civile universale, a maggiori conoscenze del territorio, a competenze sociali e civiche e alla capacità di gestione del tempo, attraverso il rilascio di: Attestato standard / Attestato specifico / Certificazione di competenze.

Le università possono riconoscere crediti formativi a favore degli studenti che hanno svolto attività di volontariato certificate in organizzazioni di volontariato o altre entità del terzo settore rilevanti per la crescita professionale e per il curriculum di studi.

Garanzia di qualità

Il sistema servizio civile ha già insiti in sé standard di qualità che vengono verificati in fase di iscrizione degli enti all’Albo del servizio civile universale: si fa riferimento, in particolare, ai criteri in materia di capacità organizzativa e di sistemi adottati per la formazione, per la comunicazione, per la selezione e per il monitoraggio. Laddove gli enti non rispondono a determinati requisiti non possono, infatti, essere iscritti all’Albo.

A tali standard vanno aggiunti quelli direttamente riferiti agli interventi programmati, per verificare che possano incidere positivamente sui giovani che prestano servizio.

Pertanto gli standard attualmente individuati sono i seguenti: 

  • accessibilità per i ragazzi in termini di facilitazione alle informazioni sull’iter di partecipazione al Servizio civile;
  • supporto ai giovani volontari durante il servizio mediante azioni di accompagnamento/confronto da parte degli operatori di riferimento o di eventuali figure specifiche;
  • apprendimento dell’operatore volontario;
  • utilità per la collettività e per i giovani.

Infine, la qualità è garantita dai seguenti ulteriori strumenti:

  • domanda di partecipazione on line;
  • una rappresentanza dei volontari organizzata a livello nazionale e territoriale, con l’obiettivo di garantire il costante confronto degli operatori volontari con il Dipartimento;
  • verifiche amministrative on desk;
  • ispezioni (su segnalazione e non) condotte nelle sedi di servizio;
  • sistemi interni di monitoraggio dei progetti a cura degli enti di servizio civile.

Gruppi target

Il Servizio civile universale è aperto a ragazze e ragazzi che hanno compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, e richiede i seguenti requisiti:

  • essere cittadino italiano, oppure
  • essere cittadino degli altri paesi della UE, oppure
  • essere cittadino non comunitario regolarmente soggiornante in Italia;
  • non aver riportato condanna in Italia o all'estero.

Si riporta, inoltre, nuovamente quanto già riferito a proposito della partecipazione dei giovani (cfr. § Caratteristiche dei giovani volontari):

  • le ulteriori misure a favore dei giovani introdotte con la riforma del servizio civile universale, che consistono nel favorire la partecipazione al servizio civile universale dei giovani con minori opportunità: giovani con riconoscimento di disabilità; giovani con bassa scolarizzazione; giovani con difficoltà economiche; “care leavers”, ossia quei giovani che dopo i diciotto anni vivono a di fuori della propria famiglia di origine in virtù di un provvedimento dell’autorità giudiziaria; giovani soggetti a temporanea condizione di fragilità personale o sociale con presa in carico da parte dei servizi socio-sanitari e/o dei centri per l’impiego.;
  • la presenza di ulteriori gruppi target con risorse europee ad hoc: i giovani disoccupati e NEET e i giovani cittadini di paesi terzi titolari di protezione internazionale.

Allegati