Rapporto sugli esiti dell’esperienza degli operatori volontari a 12 mesi dalla conclusione del servizio civile universale
Pubblicato il nuovo Rapporto sugli esiti del servizio civile universale a un anno dalla conclusione dei progetti (settembre 2026). Il Rapporto indaga il livello di maturazione di competenze civiche, il coinvolgimento in attività di studio/formazione, il grado di conoscenza e fruizione dei benefici previsti a favore dei giovani e lo stato occupazionale degli interessati.
All’indagine, realizzata alla fine del 2025, hanno partecipato 8.975 giovani, pari al 17,4% dell’universo di riferimento, rappresentato dai 51.426 operatori volontari che hanno svolto servizio nel quadro del bando pubblicato il 15 dicembre 2022, con attività avviate tra maggio e settembre 2023 e concluse tra maggio e settembre 2024.
Si tratta di un livello di partecipazione significativo, considerato che le ragazze e i ragazzi che hanno risposto al questionario, avevano concluso il servizio civile da oltre un anno, a riprova dell’elevata fidelizzazione che l’esperienza racchiude in sé.
La nuova edizione offre un maggiore approfondimento rispetto alla precedente (2024) per quanto concerne:
- le modalità di fruizione del diritto di riserva a norma della Legge 74 del 21 giugno 2023;
- l’acquisizione di competenze chiave secondo il modello LifeComp della Commissione europea.
Il profilo dei giovani che hanno risposto al questionario evidenzia una maggiore partecipazione femminile (69% dei rispondenti), un alto titolo di studio (i laureati corrispondono al 44% degli intervistati) e una localizzazione geografica prevalente nelle Regioni del Sud e nelle Isole (56%).
Riguardo ai diversi benefici a favore dei giovani, si può sottolineare il rilievo della riserva di posti del 15% nei concorsi pubblici introdotta con la legge n. 74 del 21 giugno 2023. L’85% degli intervistati ha dichiarato di conoscerla e il 13 % ne ha già fruito nella partecipazione a concorsi della pubblica amministrazione. Tra i 1.181 giovani che hanno dichiarato di averne fruito, 302 pari al 25,6% del totale, è risultato vincitore al concorso per il quale ne ha fatto uso. I comparti del pubblico impiego più rappresentati, con riferimento sia alla partecipazione che al positivo esito, sono Istruzione e Ricerca e Funzioni Locali.
La cittadinanza attiva è sempre elemento centrale dell’esperienza di servizio civile. Per il 35,8% degli intervistati tale esperienza ha fatto maturare una maggiore consapevolezza circa il ruolo dei cittadini per il miglioramento delle condizioni di vita della comunità, mentre per il 29,5% tra i risultati vi è l’aumento della partecipazione ad attività di solidarietà e di sostegno nei confronti di persone in difficoltà. Si rileva, inoltre, l’aumento della partecipazione a iniziative sui temi della pace e dei diritti umani.
Con riferimento all’inserimento lavorativo, nell’attuale rapporto, la percentuale di coloro che a 12 mesi dalla conclusione dell’esperienza di servizio civile dichiarano di trovarsi in una condizione lavorativa è pari al 46% ed è diminuita la percentuale di quanti si dichiarano inattivi (dal 3% allo 0,4%).
Nella percezione dei giovani intervistati, anche nella presente edizione, lo sviluppo di competenze si conferma come uno dei risultati più rilevanti che derivano dalla partecipazione al servizio civile universale. Le competenze trasversali o soft skills emergono come ambito di maggior rilievo, seppur in diminuzione rispetto all’anno precedente (57,4% dei giovani contro il 59,8% del 2024). Le competenze tecnico-professionali o hard skills si collocano invece al 31,9% (contro il 38,2% del 2024).
Per quanto riguarda le competenze tecnico-professionali si conferma il bisogno dei giovani in termini di riconoscimento di quanto appreso durante l’esperienza. L’89% dei partecipanti alla rilevazione ha risposto affermativamente alla domanda se vi fosse interesse ad un’iniziativa per l’individuazione e la certificazione delle competenze tecnico-professionali acquisite nel corso del servizio civile universale.
Tra le competenze trasversali maturate si evidenzia invece una preminenza nella dimensione sociale (capacità di empatizzare con gli altri, rispettare la diversità, lavorare con gli altri in maniera costruttiva).