Impariamo a crescere
NICOLO' PELLERANI, 13 SET 2026
Mi chiamo Nicolò, ho 26 anni e quest’ultimo anno è stato per me un periodo di grandi cambiamenti e di nuove ripartenze. Sono arrivato al Servizio Civile con OVCI attraverso il progetto del CSV Imparare per Crescere, in un momento della vita in cui sentivo il bisogno di fermarmi e rimettere ordine dopo una grave perdita familiare. Avevo la necessità di staccare la spina dal quotidiano e trasformare un momento di difficoltà in qualcosa di utile per gli altri e il Servizio Civile è diventato esattamente lo spazio giusto per riuscirci. Il mio percorso è sempre stato un incrocio di passioni diverse che, in questo anno, hanno trovato un punto di contatto. La cucina è stata la mia prima strada: mi sono formato all’Enaip di Como e ho lavorato in contesti molto differenti, dai ristoranti stellati a una comunità a Cantù. È una passione che non ho mai abbandonato e che continuo a coltivare nel fine settimana, aiutando nel ristorante di famiglia. Nicolò Pellerani (a destra) con il compagno di Servizio Civile Michele Fontana Accanto ai fornelli, però, c’è sempre stato il mondo del soccorso: sono attivo nel settore sanitario, nella Protezione Civile e nell’Associazione Nazionale Carabinieri, perché ho sempre sentito il bisogno di esserci quando c’è da dare una mano concreta. Proprio grazie a queste competenze tecniche, quest’anno ho vissuto anche l’esperienza incredibile di partecipare come tecnico TLC alle Olimpiadi Invernali 2026. Essere dentro la macchina organizzativa di un evento così grande è stato emozionante, eppure, nonostante il prestigio di certi palcoscenici, i momenti più profondi del mio anno li ho vissuti “sul campo” a Ponte Lambro. Grazie a OVCI ho avuto l’opportunità di essere inserito nel Progetto Rondini de La Nostra Famiglia, dove ho potuto affiancare ragazzi con disabilità portando la mia esperienza pratica nei laboratori di cucina e nelle attività motorie. Vedere l’incontro autentico con loro è stato l’aspetto che mi ha segnato di più. Allo stesso modo, è stato importante il lavoro fatto nelle scuole che ho visitato con OVCI: lì ho cercato di trasmettere ai più giovani il valore del volontariato, portando la mia testimonianza diretta. Queste due esperienze, così diverse tra loro, mi hanno insegnato la stessa cosa: non serve necessariamente essere uno chef stellato o un tecnico esperto per fare la differenza nella vita di qualcuno. A volte, il valore più grande che puoi offrire è la tua presenza, la semplicità di un gesto e la voglia di metterti in gioco davvero. Durante i mesi di servizio ho cercato di raccontare questa realtà anche agli altri, partecipando ai banchetti informativi a Bosisio Parini e Ponte Lambro, o portando la mia testimonianza nelle scuole e all’Università Statale di Milano per far conoscere il lavoro di OVCI. Mi sono “sporcato le mani” nelle campagne di Natale e Pasqua e nell’organizzazione di eventi come la cena di raccolta fondi per il Marocco, cercando sempre di coinvolgere nuove persone. Certo, non sono mancati i momenti di fatica o i confronti accesi con alcuni colleghi, ma anche quelli sono stati passaggi necessari: mi hanno insegnato a mediare e a capire cosa significhi davvero lavorare in gruppo. Oggi porto con me una consapevolezza semplice, ma vera: il volontariato non è solo regalare un po’ del proprio tempo, ma è costruire relazioni e provare, nel proprio piccolo, a lasciare qualcosa di buono. OVCI per me è stata una scuola di vita che mi ha dimostrato come, anche nei momenti più difficili, si possa sempre ricominciare mettendo i propri talenti, che siano un mestolo, una radio o una divisa, al servizio di chi ci sta accanto. Nicolò Pellerani Volontario in Servizio Civile Universale