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5.7 “Imparare a partecipare” attraverso l'apprendimento formale, non formale e informale

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Quadro politico

In Italia, lo sviluppo delle competenze sociali e civiche è per la maggior parte demandato ai percorsi scolastici. Il Ministero dell’Istruzione (MI) offre alle scuole un quadro di riferimento per predisporre un’offerta formativa che valorizzi l’educazione alla convivenza civile e alla legalità.

Si tratta di percorsi educativi per il pieno sviluppo della persona e dei diritti di cittadinanza, allo scopo di dare attuazione alle garanzie che la Costituzione della Repubblica italiana prevede. L’educazione alla democrazia e alla legalità ha come obiettivo quello di rendere gli studenti protagonisti e, cioè, capaci di esercitare i propri diritti-doveri di cittadinanza.

Apprendimento formale

Il MI propone, alle scuole di ogni ordine e grado, programmi educativi realizzabili durante l’anno scolastico nell’ambito dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione (secondo quanto previsto dalla L. 169/08 e dall’articolo 1 comma 7 della L. 107/15). Si tratta, nello specifico, di percorsi di educazione alla legalità, educazione alla cittadinanza attiva, al controllo e al contrasto dei fenomeni mafiosi e di criminalità organizzata.

La L. 92/19 ha introdotto l’insegnamento scolastico dell’educazione civica. All’articolo 3 prevede, tra le tematiche di riferimento per lo sviluppo delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento, l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie, la conoscenza della Costituzione, delle istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali.

La piattaforma www.cittadinanzaecostituzione.it  propone progetti, concorsi e proposte didattiche per arricchire l’offerta formativa, realizzare percorsi didattici innovativi e collegarsi al proprio territorio, avvalendosi delle risorse offerte da Senato, Camera e MI.

Di seguito le iniziative e i concorsi proposti:

  • il concorso "Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione" è rivolto agli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, che possono partecipare mediante la produzione di un originale lavoro di ricerca, a carattere multimediale, volto ad approfondire il significato e l'applicazione nel loro territorio di uno dei principi della Costituzione;
  • il concorso "Un giorno in Senato" prevede un’attività in classe di ricerca e approfondimento e culmina, per i progetti vincitori, in incontri di studio e formazione presso il Senato della Repubblica;
  • il progetto "Senato & Ambiente" è rivolto alle classi del terzo, quarto e quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado e prevede che gli studenti individuino una questione di interesse ambientale su cui ritengono sia opportuno intervenire, svolgano in classe e sul territorio un’attività di ricerca, approfondimento e analisi nelle forme dell’indagine conoscitiva e predispongano un documento conclusivo. Alle classi vincitrici sarà richiesto inoltre di redigere un atto di indirizzo (risoluzione) da presentare in Senato;
  • il progetto "Testimoni dei diritti" è rivolto alle classi prime e seconde delle scuole secondarie di primo grado e si propone di far cogliere ai ragazzi l’importanza dei diritti umani attraverso una riflessione comune sulla Dichiarazione universale approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Le classi vincitrici saranno invitate a una cerimonia di premiazione presso il Senato della Repubblica;
  • il progetto "Vorrei una legge che..." è rivolto alle classi quinte delle scuole primarie e si propone di far riflettere bambini e ragazzi su temi di loro interesse e di far cogliere l’importanza delle leggi e del confronto democratico, avvicinando anche i più piccoli alle Istituzioni e promuovendone il senso civico. Le classi vincitrici saranno invitate a una cerimonia di premiazione presso il Senato della Repubblica;
  • il progetto “Giornata di formazione a Montecitorio” consente di vivere una vera e propria esperienza di vita parlamentare durante la quale gli studenti visitano le sedi della Camera, assistono ad una seduta dell'Assemblea, incontrano i membri di una Commissione parlamentare, con i quali discutono ed approfondiscono il loro lavoro di ricerca, ricevono informazioni sul concreto funzionamento della Camera dei deputati e visitano la Biblioteca.
  • il concorso "Parlawiki – Costruisci il vocabolario della democrazia" è rivolto alle classi quinte delle scuole primarie e a tutte le classi delle scuole secondarie di primo grado: la Camera dei deputati invita gli studenti a illustrare in modo sintetico e originale, sotto forma multimediale, alcune "parole chiave" della democrazia. I lavori ritenuti più significativi verranno pubblicati sul sito della Camera dei deputati nella sezione rivolta ai più giovani e poi sottoposti a votazione per via telematica. I lavori risultati vincitori saranno invitati alla cerimonia finale di premiazione presso Palazzo Montecitorio.

Inoltre, la Camera continua la sua attività di formazione sul territorio anche nelle scuole degli istituti penitenziari  tramite il rinnovo del Protocollo d’intesa tra Camera dei Deputati  e i Ministeri dell’Istruzione e della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (D.A.P.).

Inoltre, nell’ambito del progetto “La Camera per i giovani”, presso la Camera dei Deputati sono state attivate le seguenti ulteriori iniziative:

  • Percorsi di cittadinanza: obiettivo del protocollo è quello di diffondere tra i giovanissimi i valori e i principi della democrazia rappresentativa e della Costituzione attraverso momenti di confronto negli istituti penitenziari minorili e nelle scuole con il Presidente o un Vice Presidente della Camera dei deputati, un Presidente di Commissione o altri deputati.
  • Progetto e Concorso Lezioni di Costituzione: il progetto didattico-educativo sui temi connessi alla storia costituzionale italiana è rivolto a tutti gli istituti di istruzione superiore e si articola in un livello nazionale e in un livello regionale, secondo le modalità indicate nel sito del Ministero.
  • Visite scolastiche: Per ogni anno scolastico è prevista una sola visita per ciascun Istituto. Le visite possono essere effettuate a partire dalle classi V della scuola primaria.

La partecipazione all’interno degli istituti scolastici è garantita dal Testo Unico Decreto legislativo 297/94 che definisce i Ruoli della rappresentanza studentesca a livello d’istituto.

Secondo l’art 5 del D.Lgs. 297/94, ogni classe di ogni istituto scolastico ha il diritto/dovere di eleggere un rappresentante di classe che è chiamato a rappresentare gli studenti della propria classe all’interno del Consiglio di Classe (CdC) e nel Comitato studentesco. Ogni classe elegge due rappresentanti con diritto di voto all’interno del CdC su quasi tutte questioni scolastiche tranne che sulle valutazioni didattiche. Il rappresentante di classe convoca e gestisce le Assemblee di Classe; cura il rapporto tra la classe e i singoli docenti ed altre mansioni di rappresentanza ed emersione dei bisogni.

L’art.13 del Decreto legislativo 297/94 istituisce anche il Comitato studentesco a cui possono partecipare tutti gli organi di rappresentanza presenti all’interno della scuola. Il suo ruolo principale è garantire la partecipazione nella scuola e creare raccordo tra i rappresentanti di classe, quelli d’istituto e di consulta. Il Comitato è tenuto a nominare uno studente maggiorenne come rappresentante del medesimo all’interno dell’organo di garanzia della scuola. Tra i principali ruoli del Comitato studentesco si sottolinea quello di formulare proposte al Consiglio d’Istituto inerenti i principali argomenti previsti nel DPR 567/96.

Il medesimo art. 13 del Decreto legislativo 297/94 stabilisce il diritto alle assemblee studentesche nella scuola secondaria superiore che costituiscono occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti.

Apprendimento non formale e informale

È l’articolo 7 della L. 285/97 a regolare l’attività dei consigli comunali dei ragazzi, strumento di promozione della cittadinanza attiva. Piccole le differenze tra i regolamenti comunali che disciplinano compiti e modalità elettive del Comune, spesso realizzati in collaborazione con gli istituti scolastici sul territorio.

I consiglieri sono solitamente nell’ordine di una ventina (divisi per rappresentanti di scuola primaria e secondaria di primo grado) ed eleggono il presidente del Consiglio dei ragazzi e il sindaco dei ragazzi sempre in accordo con il regolamento comunale. I ragazzi sono chiamati a progettare e realizzare azioni concrete, prendere impegni e assumersi responsabilità. Individuano e suggeriscono soluzioni a problemi che interessano il territorio in cui vivono. Sperimentano forme di democrazia che ne promuovono il valore e il rispetto.

L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), in attuazione degli Accordi stipulati con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale (DPGSCU), promuove un’iniziativa di gemellaggio amministrativo fra Comuni volte al potenziamento e al trasferimento delle migliori pratiche (anche in materia di partecipazione attiva) già realizzate attraverso i progetti finanziati dai precedenti bandi pubblici in materia di politiche giovanili.

L’ammontare totale per il bando 2019 è stato € 1.980.000,00. A marzo 2021, i progetti sono in corso di svolgimento. 

A livello locale, numerosi sono i progetti di educazione alla cittadinanza portati avanti da ONG e associazioni, talvolta anche in collaborazione con le scuole. A titolo esemplificativo, si segnalano le iniziative promosse da Legambiente  per sensibilizzare i giovani alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e del clima (https://www.legambientescuolaformazione.it) e i percorsi educativi su partecipazione attiva e contrasto alle mafie promossi da Libera-Contro le Mafie (https://www.libera.it/schede-1-formazione_e_percorsi_educativi).

Assicurazione di qualità/linee guida di qualità per l'apprendimento non formale

Non ci sono al momento guide specifiche per garantire la qualità dei processi di partecipazione all’interno dei percorsi di educazione non formale.

Nella Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa agli Stati membri sull'Animazione socioeducativa CM/Rec(2017)4– recentemente tradotta in italiano si possono trovare le linee guida per un approccio all’educazione non formale di qualità e con una particolare attenzione al ruolo dello youth worker (animatore socioeducativo) agente e promotore di processi partecipativi di comunità. Il documento propone precise raccomandazioni da applicare a livello nazionale per garantire la qualità dell’animazione socio-educativa e dell’applicazione dell’educazione non formale.

Supporto degli educatori

La formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale (comma 124 della L. 107 del 2015). Le singole istituzioni scolastiche definiscono le attività di formazione in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa, con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle scuole (previsti dal regolamento contenuto nel decreto 80 del Presidente della Repubblica del 28 marzo 2013), sulla base delle priorità indicate nel Piano nazionale di formazione. Tale piano è adottato ogni tre anni con decreto del Ministro dell’Istruzione, sentite le organizzazioni sindacali rappresentative di categoria (Cfr. 6.2).

Non esiste una proposta formativa permanete e strutturale per gli animatori socioeducativi, ma vi sono numerose iniziative di formazione attuate a livello regionale con il supporto del terzo settore (Cfr. 10).