A - Procedure di avvio, di riattivazione o di chiusura dei progetti

L’avvio dei programmi di intervento, articolati in progetti, deve di norma avvenire secondo la procedura ordinaria, ossia mantenendo gli obiettivi e le attività originariamente previsti, con l’individuazione della data utile affinché ciò avvenga nelle necessarie condizioni organizzative e di sicurezza. Laddove ciò non fosse possibile nell’immediato, gli enti dovranno prevedere il posticipo della data di avvio dei programmi e progetti, secondo il calendario di date riporte nel paragrafo 12 della Circolare del 15 aprile 2021. Inoltre, solo laddove non fossero presenti, oppure non prevedibili a breve, le necessarie condizioni, i programmi e i relativi progetti potranno essere rimodulati in una prima fase transitoria per poi rientrare, appena possibile, in procedura ordinaria di realizzazione.

 

. Contrariamente a quanto disposto dall’Avviso agli enti del 23 dicembre 2019 è consentito, in via residuale, e laddove non ci siano fossero le oggettive condizioni per mantenere la stessa tempistica di avvio per tutti i progetti relativi ad uno stesso programma d’intervento.

 

Nella procedura rimodulata, adottata nei casi eccezionali per i quali non sia possibile avviare ordinariamente il programma e i relativi progetti, né nell’immediato né nel prossimo futuro, un singolo progetto può essere, rimodulato e convertito, in parte o in toto, in nuove attività, che possono, temporaneamente e/o parzialmente, rispondere anche ad obiettivi diversi, come quelli indicati nell’Allegato 1 alla Circolare del 15 aprile 2021.

La procedura di avvio - di norma - deve essere la medesima con riferimento a tutte le sedi di uno stesso progetto, e a tutti i progetti afferenti ad uno stesso programma. Laddove, in casi eccezionali, non ce ne fossero le condizioni, si può prevedere la rimodulazione anche di un solo progetto e, all’interno di un progetto, solo di alcune sedi.

La comunicazione delle rimodulazioni di obiettivi e/o attività deve avvenire tempestivamente, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni riportate al paragrafo 11 della presente Circolare.

Gli enti che optano per un’attivazione con procedura rimodulata devono favorire, nel rispetto della sostenibilità organizzativa e della sicurezza degli operatori volontari, appena se ne verificheranno le condizioni, ovvero quando sarà cessata l’esigenza, il rientro all’ordinarietà dei progetti, modificando tempestivamente e opportunamente i dati sulla piattaforma Helios.

No. La Circolare del 15 aprile 2021 non prevede l’interruzione temporanea dei progetti. Pur essendo confermata la possibilità di utilizzo di strumenti flessibili per semplificare le procedure di impiego degli operatori volontari e la realizzazione di alcuni adempimenti, invita gli enti ad avviare i progetti nel rispetto degli obiettivi e delle attività previsti secondo le originarie previsioni.

 

Gli Enti possono scegliere un’attività tra quelle previste nell’Allegato1 della Circolare del 15 aprile 2021 indicando il corrispondente codice attività. Se la scelta è multipla va indicata solo l’attività prevalente. Qualora l’attività individuata non fosse presente tra quelle proposte nell’Allegato 1, è possibile indicarla nel campo “A16 ALTRO” utilizzando i codici alfanumerici separati da #.

 

In linea generale la Circolare del 15 aprile 2021 non prevede che si possano stipulare accordi di gemellaggio tra l’ente attuatore del progetto e un diverso ente ospitante in quanto si deve tendere a realizzare i programmi e i progetti secondo le originarie previsioni. Tuttavia, se in particolari situazioni e in specifici e puntuali contesti, si dovesse ritenere comunque imprescindibile la stipula di accordi di gemellaggio quale unica opportunità per avviare il progetto, l’ente attuatore ne comunica l’esigenza al Dipartimento all’e-mail emergenza@serviziocivile.it, che ne valuterà la fattibilità e l’opportunità in raccordo con l’ente richiedente.

La Circolare del 14 ottobre 2020, che proroga le indicazioni operative contenute nella Circolare del 31 luglio 2020 ribadisce  che per tali progetti gli enti sono invitati a considerare con urgenza l’opportunità di chiusura definitiva dei progetti soggetti ad interruzione temporanea e mai riattivati, laddove non ci fossero ancora le condizioni per riprendere il servizio attivo.

No, la formazione, sia generale che specifica, deve essere svolta durante l’orario di servizio degli operatori volontari e non può, quindi, essere erogata nel corso della temporanea interruzione di un progetto. Pertanto, l'Ente dovrà chiedere la riattivazione del progetto e poi erogare la formazione. La proroga dei termini relativi all’erogazione delle attività di formazione rispetto alle tempistiche progettuali originarie e degli adempimenti connessi alle attività formative, sono indicati al paragrafo 4 della Circolare del 31 luglio 2020.

Si conferma che in entrambi i casi, ovvero sia che l’ente abbia optato per la soluzione in unica tranche sia che abbia scelto la doppia trance, la compilazione del questionario dovrà avvenire entro la fine del progetto.

No, la formazione, sia generale che specifica, deve essere svolta durante l’orario di servizio degli operatori volontari e non può,quindi, essere erogata nel corso della temporanea interruzione di un progetto. Pertanto, l'Ente dovrà chiedere la riattivazione del progetto e poi erogare la formazione. La proroga dei termini relativi all’erogazione delle attività di formazione rispetto alle tempistiche progettuali originarie e degli adempimenti connessi alle attività formative, sono indicati al paragrafo 4 della Circolare del 31 luglio 2020.

Nel sistema informatico si deve procedere come di consueto alla "conferma generale mensile", in modo tale che si possa procedere all'erogazione all'operatore volontario del contributo mensile. I giorni di interruzione non vanno indicati come assenze. Sarà il Dipartimento da remoto a conteggiare il periodo di interruzione che andrà poi recuperato oltre la scadenza naturale del contratto come riportato al punto 10 della Circolare del 31 luglio 2020.

Si conferma che in entrambi i casi, ovvero sia che l’ente abbia optato per la soluzione in unica trance sia che abbia scelto la doppia trance, la compilazione del questionario dovrà avvenire entro la fine del progetto.