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L’obiezione di coscienza al servizio militare, a seguito dell’entrata in vigore della legge 230/1998 - recepita dal citato decreto legislativo n. 66/ 2010 (cfr. artt. 2097) - ha assunto la natura di vero e proprio diritto soggettivo del cittadino.

Dalla natura di diritto soggettivo dell’obiezione di coscienza, confermata anche dall’orientamento giurisprudenziale formatosi in materia, discende che  la rinuncia a tale status rappresenta l’esercizio di un diritto e il Dipartimento non ha alcuna discrezionalità in merito.

Si tratta del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante “Codice dell’ordinamento militare”. 

L'obiettore ammesso al servizio civile, decorsi almeno cinque anni dalla data in cui è stato collocato in congedo secondo le norme previste per il servizio di leva, può rinunciare allo status di obiettore di coscienza, presentando apposita dichiarazione irrevocabile presso l'Ufficio nazionale per il servizio civile che provvede a darne tempestiva comunicazione alla Direzione generale della previdenza militare, della leva e del collocamento al lavoro dei volontari congedati” (articolo 636, comma 3 del citato decreto).

Agli obiettori di coscienza che sono stati ammessi a prestare servizio civile è vietato partecipare ai concorsi per qualsiasi impiego che comporti l'uso delle armi e comunque partecipare a qualsiasi procedura per l'arruolamento nelle Forze armate e nelle Forze di polizia a ordinamento militare o per l'assunzione nelle Forze di polizia a ordinamento civile.

Le disposizioni di cui sopra non si applicano ai cittadini che hanno rinunciato allo status di obiettore di coscienza.

E’quindi vietato l’uso delle armi per attività sportiva e attività venatoria e più in generale è vietata ogni attività che preveda l’utilizzo di armi

Per poter fare richiesta di rilascio del porto d’armi, bisogna prioritariamente fare richiesta di rinuncia allo “status “ di obiettore di coscienza e ,una volta ottenuta la presa d’atto ( da questa Amministrazione ), si può presentare alla Questura di appartenenza la richiesta di rilascio del porto d’armi.

Nel caso non si disponga delle informazioni necessarie per la compilazione del modello di rinuncia allo “status” di obiettore di coscienza, si deve contattare il Centro Documentale di appartenenza (ex Distretto militare) al quale chiedere il rilascio di copia aggiornata del foglio matricolare da cui si potranno attingere i dati di interesse o, in alternativa, possono essere utilizzati i dati presenti nel foglio di congedo illimitato.

Il cittadino che intende rinunciare allo status di obiettore di coscienza può presentare apposita dichiarazione compilando il modulo reperibile su questo sito istituzionale, avendo cura di inserire tutti i dati richiesti ed allegare copia della carta d’identità, da inviare tramite PEC alla casella di posta elettronica certificata del Dipartimento oppure mediante raccomandata AR al seguente indirizzo: Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale presso il Centro di accettazione della corrispondenza cartacea di Via dell’Impresa – 00186 ROMA. Il facsimile può essere scaricato alla sezione: modulo di dichiarazione di rinuncia status.

È possibile allegare a detta dichiarazione, che si sottolinea, costituisce espressione di volontà irrevocabile, copia del foglio di congedo illimitato o copia del foglio matricolare.

Le modalità per l’invio della richiesta di rinuncia allo “status” di obiettore di coscienza sono due:

la prima consiste nell’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno (a/r) all’indirizzo sopra riportato. La seconda nell’invio di una PEC personale all’indirizzo : giovanieserviziocivile@pec.governo.it .

Nessun altra modalità di invio potrà essere presa in considerazione.

All’esito della istruttoria, se le informazioni indicate sono esatte, viene rilasciata la presa d’atto. Oltre che all’interessato, la presa d’atto viene inviata anche al Ministero della Difesa – Previmil affinché si apportino le dovute variazioni matricolari e si verifichi l’esattezza delle informazioni contenute nell’autocertificazione presentata.

Nella fase di definizione del procedimento, è consigliato attendere di essere in possesso del provvedimento della presa d’atto, che dimostri il passaggio dagli elenchi dell’obiezione di coscienza agli elenchi del personale militare, e autorizzi quindi all’uso delle armi.

La presa d’atto produce il passaggio dagli elenchi degli obiettori di coscienza a quelli dei restanti soggetti.

Il volontario che ha svolto il servizio civile nazionale o universale non acquisisce lo “status” di obiettore di coscienza.