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FAQ di Bando “TIME TO CARE” per 1.200 giovani under 35 in attività di supporto e assistenza agli anziani

Il Bando non prevede espressamente un determinato “monte ore” in quanto lo stesso dipende dal singolo progetto presentato da uno specifico ETS e dalle attività che ciascun giovane “operatore” andrà a svolgere.

Tali attività sono, infatti, finalizzate alla realizzazione di un “risultato”, attraverso una prestazione lavorativa di carattere parasubordinato, non soggetta a priori a vincoli di orario o a vincoli di predeterminazione della prestazione. Ai sensi dell’art. 2, comma 7, del Bando, infatti, “I candidati, …., opereranno presso quest’ultimi, a seguito della stipula di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)…”.

Casistica n. 1

Se un/a giovane ha già concluso il servizio civile può partecipare al Bando "Time to care", ma in un ente diverso da quello dove ha realizzato le attività di SCU, in linea con quanto stabilito dall’art. 2, comma 6, del Bando “Time to care” (TTC), il quale stabilisce che “Non possono presentare domanda i giovani che abbiano in corso con l’ente del Terzo settore individuato, rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure abbiano avuto tali rapporti di durata superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del presente Bando.”.

Casistica n. 2

Se un/a giovane sta svolgendo il servizio civile può partecipare al Bando "Time to care", ma in un ente diverso da quello dove sta realizzando le attività di SCU, in linea con quanto stabilito dall’art. 2, comma 6, del Bando TTC, il quale stabilisce che “Non possono presentare domanda i giovani che abbiano in corso con l’ente del Terzo settore individuato, rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure abbiano avuto tali rapporti di durata superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del presente Bando.”.
Inoltre, qualora selezionato per il Bando "Time to care", può essere impiegato nei limiti previsti dall'art. 16, comma 5, del  d. lgs. n. 40/2017, ossia è necessario che le attività che andrà a svolgere e gli orari delle stesse siano compatibili (Nell'attuazione del servizio  civile  universale  gli  operatori volontari  sono  tenuti  a  realizzare  le  attività  previste   dal progetto, nel rispetto di quanto stabilito nel contratto  di  cui  al comma 1, e non possono svolgere attività  di  lavoro  subordinato  o autonomo, se incompatibile con il corretto espletamento del  servizio civile universale).

Casistica n. 3 

Un/a giovane, dopo aver partecipato al Bando "Time to care", potrà svolgere il servizio civile, ma in un ente diverso da quello dove ha svolto attività per il Bando "Time to care".
Infatti, secondo quanto previsto dal Bando di selezione per il SCU l'articolo dedicato ai requisiti stabilisce che: "...non possono partecipare i giovani che intrattengano, all’atto della pubblicazione del presente bando, con l’ente che realizza il progetto o con organismi a questo collegati e da questo finanziati rapporti di lavoro/di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure abbiano avuto tali rapporti di durata superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del bando; in tali fattispecie sono ricompresi anche gli stage retribuiti.".