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FAQ di Avviso presentazione progetti “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici 2018”

Ogni Associazione può partecipare ad entrambi gli Avvisi “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici 2018“ e “Giovani per il sociale 2018” purché venga assicurato il rispetto del limite massimo previsto per gli aiuti “de minimis” nei tre esercizi finanziari stabiliti dalla normativa (cfr. art. 10 Reg. UE 1407/2013).

L’Avviso “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici 2018” prevede che alla domanda venga accluso, pena l’esclusione, l’allegato C tramite il quale l’Ente titolare del bene attesti la volontà a rendere disponibile il bene per le attività progettuali. Successivamente in fase di firma della convenzione per i soggetti aggiudicatari dell’Avviso, dovrà essere presentato l’atto di concessione del bene pubblico sottoscritto dal responsabile amministrativo dell’ Ente titolare del bene.

L’art. 7 c.3 degli Avvisi prevede che la domanda di partecipazione (allegato A) dovrà essere trasmessa completa esclusivamente degli allegati A1 e A2 solo per le ATS, B, B1 e C solo per l’avviso Beni.

Altra documentazione (Statuto, atto costitutivo) andrà inoltrata al Dipartimento, se richiesta, solo ai fini del perfezionamento dei documenti necessari per la firma della Convenzione.

Si ricorda che l'accertamento della non veridicità del contenuto delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio o di certificazioni, del proponente o degli associati, ovvero la non corrispondenza tra le predette dichiarazioni sostitutive con quanto effettivamente risultante dalla documentazione prodotta, comporterà l'esclusione dalla procedura, ovvero, se già presente in graduatoria, comporterà l'esclusione dalla graduatoria medesima e la decadenza dal beneficio.

Le Associazioni che hanno ricevuto un cofinanziamento nel precedente Avviso e che vogliono partecipare all’Avviso “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici 2018”, oltre a rispettare il requisito previsto dall’art. 6, comma 2, a pena di esclusione, devono proporre nuove idee progettuali non sovrapponibili ad altre già finanziate, anche con altri finanziamenti pubblici qualificabili come “aiuto”, e non devono rappresentare uno strumento per mantenere la sostenibilità del progetto precedentemente cofinanziato. Potranno essere considerate, eventualmente, le parti del bene pubblico già individuato che non siano state oggetto di iniziative progettuali e nel cui ambito si propongono nuove attività.

Nell’ambito della compartecipazione pari ad almeno il 10% del costo totale del progetto, almeno una metà dovrà essere garantita con risorse finanziarie. La restante metà (5%) potrà essere assicurata con “risorse strumentali” quali ad esempio, a titolo esemplificativo, attrezzature, utenze, risorse umane, sedi utilizzate in parte per alcune attività riferite al progetto.

Per “risorse umane” possono intendersi tutti gli individui già precedentemente contrattualizzati dal soggetto proponente (soggetto singolo o ATS) e che potranno essere considerati in quota parte rispetto alle attività del progetto proposto. Relativamente al lavoro volontario potranno essere considerate nel 5% il rimborso spese viaggio, nella misura in cui questa attività genera costi effettivi che consentono di dettagliare un budget in euro.

SI, purché la sede operativa sia ubicata in una delle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia), così come definite dalla politica di coesione europea 2014-2020. Gli Associati, invece, possono anche avere la sede legale in altra Regione (art. 4, lettera a, punto2 di entrambi gli Avvisi).

Nell’allegato B, parte III, al punto 7 dovranno essere specificati gli indicatori che si intendono utilizzare in relazione al progetto, riportando quantitativamente il numero corrispondente affinché sia correlato alle misurazioni di medio termine e finale.

SI. L’Avviso prevede all’art. 1 la valorizzazione di beni demaniali ovvero patrimoniali, disponibili o non disponibili, di proprietà di una Pubblica Amministrazione.

SI. Le spese per l’acquisto di servizi e forniture sono ammissibili purché necessarie all’espletamento delle attività progettuali e per un massimale non superiore al 75% dei costi complessivi di progetto, come previsto all’art. 10, comma 4, degli Avvisi.

Più in generale, per essere considerati ammissibili, i costi devono essere:

a) necessari per l’attuazione del progetto;

b) previsti nel piano finanziario presentato;

c) generati durante la durata del progetto;

d) identificabili, controllabili ed attestati da documenti giustificativi.

Tali organismi possono partecipare come soggetto proponente laddove rientrino tra quelli indicati all’art. 4, lett. a, punto 1 di entrambi gli Avvisi sempre che le finalità istituzionali degli stessi, indicate nello statuto , non siano incompatibili con le finalità degli Avvisi.

Possono altresì partecipare come soggetto associato (art. 4, lett. b, punto 1).

Tutti gli altri enti possono essere associati esterni, ma in questo caso non saranno beneficiari del cofinanziamento.

L’associato esterno è un soggetto giuridico pubblico o privato che partecipa allo svolgimento del progetto senza percepire finanziamenti (art. 4, lett. b, punto 2 di entrambi gli Avvisi). Si tratta di soggetti terzi con i quali vengono stabilite forme di collaborazione appositamente documentate attraverso lettere d’intenti e/o protocolli d’intesa e che apportano al progetto una qualche utilità. Tali risorse aggiuntive possono essere di natura finanziaria o di natura strumentale e devono essere indicate nel piano finanziario in modo leggibile, ma non devono essere sommate al costo complessivo. L’Associato esterno, che potrà essere descritto nell’ambito della scheda di progetto (allegato B, parte II, C1), potrà essere anche fornitore di servizi aggiuntivi nel contesto della proposta progettuale.

NO. Ogni soggetto proponente, sia esso soggetto singolo o Capofila di ATS, potrà richiedere un cofinanziamento che non deve essere inferiore a 100.000 euro (art. 6, comma 2 di entrambi gli Avvisi). In tal caso dovrà essere aggiunto almeno il 10% di compartecipazione per comporre il costo complessivo che non potrà risultare inferiore ad euro 111.111,11.

Come riportato all’art. 6 di entrambi gli Avvisi “E’ fatto obbligo al soggetto proponente (Singolo o, in caso di ATS, Capofila e Associati) di garantire un cofinanziamento pari ad almeno il 10% del costo totale del progetto, di cui almeno la metà deve essere garantito con risorse finanziarie proprie del soggetto proponente”. A fronte del cofinanziamento massimo concedibile dal Dipartimento, pari ad euro 144.000,00, è necessaria una compartecipazione del 10% pari ad almeno 16.000 euro.

La  cifra riportata nell’allegato A degli Avvisi, Domanda di partecipazione, si riferisce ad una proposta progettuale che richieda l’importo massimo di cofinanziamento pubblico. Qualora l’importo di cofinanziamento pubblico richiesto fosse inferiore ad euro 144.000, il 10 % di compartecipazione dovrà essere rideterminato proporzionalmente.

Qualora la proposta progettuale preveda che a completamento delle attività individuate si determini  la  costituzione di una impresa nelle forme consentite dalla normativa, potranno essere considerate le spese per l’avvio di tale impresa nella Macrovoce Servizi e Forniture.

NO. L’Avviso prevede esclusivamente la valorizzazione di beni demaniali ovvero patrimoniali, disponibili o non disponibili, di proprietà di una Pubblica Amministrazione (art. 1).

Non sono ammissibili le spese per l’acquisto di beni immobili. L’acquisizione di beni di investimento quali, ad esempio automezzi, potrà considerarsi ammissibile qualora i benisiano compatibili con quanto previsto all’art. 10 degli Avvisi e, soprattutto, quando gli stessi  siano strumentali alla realizzazione delle finalità del progetto e non siano adibiti ad uso promiscuo. Pertanto, ai fini della rendicontazione, andranno imputate nel piano finanziario (Macrovoce Servizi) le sole quote di ammortamento riferibili al periodo di realizzazione dell’iniziativa.

SI. Nell’allegato A1 dovrà essere aggiunta la specifica che l’ATS è già costituita. Si evidenzia, a tal fine, che l’atto di costituzione ATS, che sarà inviato in fase di sottoscrizione della convenzione, dovrà contenere necessariamente il riferimento al progetto presentato.

I beneficiari diretti indicati dagli Avvisi devono appartenere alla fascia di età 14-35 anni (art. 3 comma 1). In tale ambito possono essere individuati target group con differenti età di appartenenza che possono costituire anche gruppi omogenei e specifici. In caso di molteplici gruppi di target è necessario includere la giustificazione di tale scelta nella proposta progettuale e articolare chiaramente le attività anche in considerazione di orizzonti temporali diversi.

SI. Per gli interventi di ristrutturazione è possibile prevedere spese fino ad un massimo del 40% del cofinanziamento richiesto (art. 5, comma 2, lettera b) che andranno imputate nella Macrovoce Servizi e Forniture e che saranno valutate in rapporto alle attività progettuali da realizzare e alla congruità dei costi. Tale Macrovoce può essere considerata fino ad un massimo del 75% del cofinanziamento richiesto, quale massimale riportato all’art. 10, c. 6, lett. b) degli Avvisi.

Come riportato all’art. 10, comma 6, lettera c), nell’ambito della Macrovoce Viaggi e soggiorni devono essere considerate le spese di viaggio, vitto ed alloggio che saranno sostenute dal personale impiegato nel progetto per l’esecuzione delle attività dello stesso, vale a dire dalle figure professionali contrattualizzate e i volontari. Le spese di viaggi e soggiorni riferite ai giovani destinatari diretti delle azioni progettuali o ad altre figure professionali, che per le loro specifiche mansioni potrebbero prevedere un rimborso del viaggio, dovranno essere imputate all’interno della Macrovoce Servizi e forniture.

NO. La proposta progettuale deve individuare un solo ambito di riferimento tra quelli indicati all’art. 2 di entrambi gli Avvisi, pena l’inammissibilità prevista all’art. 5, comma 1, lettera b, di entrambi gli Avvisi.

Sì come previsto dall’art. 10, lettera b degli Avvisi il revisore indipendente, professionista e/o società di revisione, deve essere regolarmente iscritto al Registro dei Revisori tenuto presso il Ministero dell’economia e delle finanze.

Nella Macrovoce Personale devono essere considerate le spese per le risorse professionali dedicate al raggiungimento degli obiettivi progettuali, contrattualizzate nelle forme previste dalla legge vigente e con le quali sussista un rapporto di lavoro continuativo almeno per la durata del progetto, come riportato all’art. 10, comma 6, lettera a) degli Avvisi. Gli incarichi conferiti a liberi professionisti, iscritti in albi professionali e titolari di partita IVA, devono considerarsi come acquisto di servizi (non costi di personale) se derivano dalla necessità di acquisire prestazioni a carattere specialistico e non continuativo. Al contrario, le professionalità che opereranno in modo continuativo nel progetto e che sono titolari di Partita IVA potranno essere ricomprese nella voce Personale, qualora contrattualizzate.

Nell’ambito della Macrovoce Spese generali, come indicato all’art. 10, comma 6, lettera d) degli Avvisi, potranno essere considerate spese “…per utenze, gestione ordinaria dei locali adibiti a sede del progetto e materiali di consumo; tali spese dovranno essere riferite al periodo di durata delle attività progettuali e sono completamente rimborsabili solo quando si riferiscono alla sede esclusiva di svolgimento dell’iniziativa progettuale, altrimenti sono rimborsabili in quota parte.”

Sono altresì incluse, a titolo esemplificativo, le spese di locazione, per materiale di consumo e quelle riferite alla polizza fideiussoria. Sono da ritenersi non ammissibili le spese per la costituzione dell’ATS.

SI. Possono essere aggiunte le Macrofasi e/o le attività che si ritengono opportune laddove strettamente necessarie ai fini della descrizione del progetto.

NO. Non è riservata alcuna premialità specifica riguardo ad un Soggetto proponente sia esso un ATS, già costituita o costituenda, o Proponente singolo.

Le Associazioni che hanno realizzato i progetti tramite il cofinanziamento ricevuto con i precedenti Avvisi pubblici sopra citati, o che comunque abbiano ricevuto incentivi pubblici qualificabili come “aiuto”, devono verificare di rispettare il parametro previsto dall’art. 6 comma 2 di entrambi gli Avvisi, affinché il cofinanziamento richiesto non determini il superamento del limite massimo previsto per gli aiuti “de minimis” nei tre esercizi finanziari stabiliti dalla normativa (cfr. art. 10 Reg. UE 1407/2013). Sia il Capofila sia gli eventuali Associati in ATS  sono tenuti a rispettare la norma.

SI. L’importo massimo del cofinanziamento rimane comunque pari a 144.000 euro e il soggetto proponente, che si impegna con una compartecipazione maggiore del 10 % in questo caso, deve specificare in modo documentato la fonte e la destinazione delle ulteriori risorse per il finanziamento del costo complessivo (art. 6, c. 4 di entrambi gli Avvisi).

L’art. 6 comma 3 di entrambi gli Avvisi stabilisce che è fatto obbligo al soggetto proponente (cioè un soggetto singolo o un ATS) di assicurare una compartecipazione pari ad almeno il 10% del costo totale del progetto, di cui almeno la metà deve essere garantita con risorse finanziarie proprie del soggetto proponente. Nel caso in cui il proponente sia una ATS, la quota di compartecipazione potrà anche non essere a carico esclusivo del Capofila, ma venire ripartita tra gli associati.

Qualora un soggetto proponente dovesse aggiudicarsi un cofinanziamento nell’ambito dell’Avviso “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici 2018”, dovrà presentare prima della sottoscrizione della convenzione un atto di concessione de bene pubblico che abbia una durata pari almeno al periodo di svolgimento del progetto, comprensivo di eventuale proroga (ulteriori 6 mesi). Sarebbe opportuno però prevedere una durata anche superiore, per consentire all’Amministrazione, se ciò fosse necessario, di concedere sospensioni nel corso dello svolgimento.

Il soggetto proponente (soggetto singolo o Capofila di ATS) deve avere la sede operativa in una delle Regioni definite meno sviluppate (Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia) e la proposta progettuale deve essere realizzata nell’ambito di una sola delle medesime Regioni. Il luogo di svolgimento delle attività può anche essere diverso da quello della sede operativa; in tal caso la localizzazione sarà valutata in rapporto alle attività progettuali da realizzare e alla congruità dei costi.

Le Associazioni che partecipano all’ Avviso “Giovani per il Sociale 2018” devono proporre iniziative progettuali che non siano state oggetto di precedente cofinanziamento e che risultino, pertanto, chiaramente diverse e distinte da quelle già attuate (anche se ne rappresentano una evoluzione).

Le iniziative proposte inoltre non devono rappresentare uno strumento per assicurare la sostenibilità del progetto precedentemente cofinanziato, in quanto la sostenibilità era requisito indispensabile già richiesto dai precedenti Avvisi . Dovrà essere, comunque, rispettato il requisito previsto dall’art. 6, comma 2 dell’Avviso riguardante gli aiuti “de minimis” (cfr. art. 10 Reg. UE 1407/2013).

Una ATS ancora da costituire può presentare una proposta progettuale. In questo caso il raggruppamento dovrà allegare alla domanda l’Allegato A1 con cui i soggetti Associati attestano la volontà di costituire formalmente una ATS entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria. L’ATS dovrà essere costituita sotto forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Si, è possibile presentare una proposta progettuale nella quale il bene demaniale da valorizzare sia già nella disponibilità del soggetto proponente, purché le attività da realizzare e le eventuali opere di ristrutturazione o riqualificazione non siano state oggetto di un precedente finanziamento pubblico.

In tal caso il soggetto proponente potrà inoltrare oltre all’atto di concessione, la dichiarazione di disponibilità del bene (allegato C) in cui deve essere specificato che il bene, o la porzione di esso, oggetto della proposta progettuale presentata nell’ambito dell’Avviso “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici 2018” è diverso e distinto da quello sul quale sono state già svolte e finanziate le attività di un progetto precedente.

In caso di aggiudicazione del cofinanziamento, dovrà essere presentato dal soggetto proponente un nuovo atto di concessione rilasciato dall’ente pubblico territoriale che riporti il titolo del nuovo progetto e la porzione dell’immobile da valorizzare.

Ai sensi dell’art. 5, c. 1, lett. a) degli Avvisi, gli organi direttivi del soggetto proponente devono essere in possesso almeno di uno dei due requisiti richiesti ai punti sub a.1 (maggioranza) e sub a.2 (rappresentanza).

Con riguardo al requisito sub a.1, ai fini del calcolo della maggioranza, occorre identificare il numero totale dei componenti degli organi direttivi e, tra questi, il numero dei componenti di età compresa tra 18 e 35 anni, che devono costituire la maggioranza numerica rispetto al numero totale dei componenti.

Qualora il proponente disponga del requisito della maggioranza, l’Avviso richiede altresì che nel numero delle figure professionali impegnate nelle attività progettuali sia presente una percentuale pari ad almeno il 70% di giovani della stessa età 18-35 (che andranno riportate nella Macrovoce Personale).

Nel caso sub a.2, che è alternativo, sarà considerata sufficiente la rappresentanza, cioè la presenza negli organi direttivi di giovani di età compresa tra 18 e 35 anni, purché nel numero delle figure professionali impegnate nelle attività progettuali sia presente una percentuale pari ad almeno il 90% di giovani della stessa età 18-35.

Il possesso di uno dei due requisiti alternativi è obbligatorio per il soggetto proponente singolo o Capofila di ATS e deve ancora sussistere alla data di scadenza del bando. Si segnala che in fase di sottoscrizione della convenzione verranno richiesti i certificati comprovanti la sussistenza dei requisiti dichiarati.

Il requisito è valido solo per il Singolo proponente o, in caso di ATS, per il Capofila (art. 4, lettera a, punto 2). In ogni caso tutte le organizzazioni partecipanti (Singolo proponente, Capofila, Associati) devono essere validamente costituite al momento di presentazione della domanda e regolarmente aggiornate nella composizione degli organi direttivi  alla data della presentazione della domanda.

SI. Come indicato all’art. 10, comma 6, lettera a) di entrambi gli Avvisi, devono essere riportati sul piano finanziario i nominativi delle figure professionali che si prevede di coinvolgere nel progetto. Tali nominativi dovranno essere indicati anche nella scheda di progetto all. B, parte III, punto 6.

L’Avviso non contiene specifiche richieste a questo riguardo. Conseguentemente, la domanda può essere validamente presentata anche in assenza delle eventuali autorizzazioni necessarie alle opere di ristrutturazioni del bene. Si evidenzia in relazione a tali condizioni che il progetto deve essere, comunque, realizzabile entro i termini previsti dall’Avviso.

Occorre in ogni caso accludere alla proposta l’allegato A nell’ambito del quale il soggetto proponente dichiara di “ ... impegnarsi, per le attività per cui si richiede il cofinanziamento, ad utilizzare beni mobili ed immobili in regola con tutte le normative previste.”

Non va scansionata la firma. Come previsto da entrambi gli Avvisi agli artt. 7 e 8, le proposte progettuali - allegati A, A1 e A2 per le ATS, B e B1 e C per i beni - devono essere firmati digitalmente, utilizzando quindi un dispositivo (Smart card, chiavetta USB o HSM sui quali il titolare esercita un controllo esclusivo) che contenga un certificato digitale di sottoscrizione, tramite il quale il titolare può firmare digitalmente i propri documenti.